Poesie di Eldy

POTEVI ESSERE FELICE……di Luigi Pirera

Potevi essere felice così
tra l’umidità di questa stanza
con il fruscio del vento gelido
ed il suo sibilio assordante.
Poteva essere una vaga sensazione provata all’ombra di
questo mondo dove nulla è cambiato e nulla cambia, salvo la
percezione di una luce stanca che pian piano diventa bagliore o
una fiamma intensa che abbaglia.
Una notte ancora senza scegliere
il tempo , guardando lontano senza trovare quell’orizzonte smarrito ai confini del mare.
Potevi essere felice senza neanche cercare un vecchio sogno o per quella carezza ad un figlio ormai lontano che si perde
negli anfratti, che dividono mente
e anima tra gli antipodi più lontani del tempo.

Potevi ricordare che un sogno invecchia più della realtà del presente mentre una vecchia ciminiera o una locomotiva stanca scaricano il loro grigio fumo nella parodia di un’emozione apparente.

Ora che i raggi di sole e le stalattiti sciolte si incontrano ,i tuoi occhi di giada orientano lo sguardo nel vuoto di un nuovo giorno dipingendo di azzurro una nuova realtà.

Allora
puoi essere ancora felice così
con un abbraccio che ritorna da
lontano senza mai perderlo più.

di francesca, il 15 febbraio 2021 12:06. - Commenti



L’ALBA DI UN NUOVO GIORNO….di Franco Muzzioli

Certe volte mi trovo a pensare a ciò che accade intorno nella confusione delle certezze e nella paura del morbo.
Solo pochi anni fa era impensabile rappresentarsi una vita così globalmente precaria, dove tutto pare sia disfacimento e pericolo.
Dicono che un iceberg grande come l’isola di Zanzibar stia vagando per l’oceano assieme ad un continente di plastica (il Great Pacific) formato da tre milioni di tonnellate di rifiuti galleggianti.
La pandemia ha già seminato due milioni e mezzo di morti ed è ormai certo che il virus sta modificandosi continuamente per essere sempre più aggressivo.
Eppure la mattina apro la finestra e guardo se il merlo viene come solito a chiedere qualche briciola, mi rallegro se il sole ha spazzato via le nebbie, attendo felicemente la nascita a giorni del secondo pronipote Tommaso.
“Eppure il vento soffia ancora
spruzza l’acqua alle navi sulla prora
e sussurra canzoni sulle foglie
bacia i fiori, li bacia e non li coglie” dice la bellissima canzone di Pierangelo Bertoli.


Siamo uomini di speranza, amiamo la vita con la certezza che in qualche modo una nuova nascita possa aggiustare il futuro.
Vorrei non essere colpevole di tutto ciò che accade, o se lo sono stato un poco anch’io vorrei cambiare il corso del domani, tornare ad aprire la finestra la mattina ed essere certo che quella è la luce dell’alba di un nuovo giorno.

Franco

di francesca, il 12 febbraio 2021 10:59. - Commenti



SE VIVI DAVVERO…!….di Guglielmo

Per chi ha coraggio di trovare se stesso,

per chi ogni giorno incomincia un viaggio.

Sopporta il dolore,

lotta e sudore,

nessuno è migliore,

e nemmeno diverso.

Sei entrata senza far rumore,

sussurrando con le tue parole.

Il sogno che piano piano diventa vero,

come la vita è un gran mistero,

ti guardo dentro gli occhi e sono sereno,

leggero come una piuma,

l’amor mai non si consuma

sul viso tuo specchia la luna,

l’amore perso e inizio da zero.

Niente è perduto se vivi davvero.

(Gugli)

di francesca, il 9 febbraio 2021 16:36. - Commenti



LE DONNE DI CARAVAGGIO……di Francesca

E per rimanere in tema con il post di Guglielmo, pubblico storie di altre donne. Forse non faranno parte della categoria citata da Gugli, ma importanti lo sono state, eccome!

Buona lettura e Buona domenica a tutti!!

Parlare dell’artista Caravaggio è impossibile. Impossibile farlo in un breve tempo e in poco spazio. La sua breve vita di uomo e pittore è come la sua arte, una serie di lampi nella più buia delle notti. Egli è un uomo che non potrà mai essere conosciuto fino in fondo perché quasi tutto quello che ha fatto, detto e pensato si perde in un passato irrecuperabile. E’ stato uno degli artisti più entusiasmanti e originali mai esistiti, l’artista che prediligo in assoluto, senza togliere nulla a tanti altri non meno importanti di lui. Un artista che io definisco: un fuorilegge dell’arte. Una misteriosa e meravigliosa canaglia. Lui attrae, affascina, ammalia, stravolge, sconvolge, sorprende e sgomenta con la sua genialità, con i suoi furori, i suoi eccessi. Scandaloso, provocatorio, inaccettabile da vivo, Caravaggio lo fu ancora di più dopo la morte sulla quale ancor oggi si formulano le più strane e disparate ipotesi. Il tutto crea estasi, lui è l’apoteosi del barocco! Bene, credo abbiate capito che ho un debole per Michelangelo Merisi da Caravaggio, per questo artista che ha emozionato il mondo intero con l’intensità dei suoi dipinti, con l’umanità dei suoi modelli,  con l’autenticità dei suoi soggetti, con l’ardire delle sue provocazioni, col fascino e l’ambiguità del suo talento. E come lui anche i suoi modelli furono personaggi “raccolti” per strada, che hanno condiviso con l’artista  non solo l’arte ma anche la sua vita tumultuosa. Le donne di Caravaggio erano popolane, donne di vita, cortigiane. Ed è a loro che rivolgo questa mia ricerca.   Caravaggio di giorno dipinge forsennatamente e la sera se ne va in giro con i suoi amici pittori a far serenate più o meno maliziose. Frequenta cortigiane famose, va nelle osterie. Qui incontra la gente, son loro i suoi modelli, ferma una zingara per strada e la fa salire nel suo studio per ritrarla nell’atto di leggere la mano.   Caravaggio dipinge la realtà e per farlo usa personaggi della quotidiana realtà. Artisti e prostitute avevano molto in comune, compresa l’intimità con uomini della Chiesa.   Le donne di Caravaggio vengono usate spesso, come modelle, nei suoi dipinti. Individuare l’identità di queste ragazze mi è servito a comprendere meglio la sua arte e i suoi sentimenti.

Anna (Annuccia) Bianchini detta Anna la rossa per la sua fulva chioma

 Dolcissima e sfortunata, capelli lunghi rossi, figlia di prostituta e prostituta a sua volta. Carattere impetuoso, sempre in mezzo ai guai, definita nei rapporti di polizia “frequentatrice di pittori”. La sua sventurata vita durò solo venticinque anni. Tra i tanti episodi che la vedono protagonista di risse ce n’è uno che ne  definisce il suo carattere ribelle e rissoso. Una sera d’Aprile, dopo un litigio tra Anna e un paio di colleghe, le tre erano andate in un’osteria per far pace su un bicchiere di vino. Seduti ai tavoli c’erano dei pittori che, sicuramente conoscevano molto bene le ragazze perché uno di loro esclamò: “ecco qua l’Anna dal bel culo”. Anna, senza scomporsi, di rimando gli disse: “al tuo bel culo, però, io non ci attendo” . Ritroviamo il suo volto in quattro dipinti del Caravaggio:   

MADDALENA PENITENTE

 La graziosa fanciulla “dai capelli lunghi e rosci” come Giovanni Bellori, il biografo dei pittori romani scrive, è una dolcissima ragazza che nulla ha a che vedere con la dissoluta e immorale figura  di donna dalla discutibile vita. Il suo è l’umanissimo atteggiamento di una persona che, sentendosi peccatrice, abbandonati monili, gemme e unguenti, chiede il perdono col capo reclinato in posa dolente.                 

RIPOSO DURANTE          LA FUGA IN EGITTO     

                          MARTA E MARIA MADDALENA 

Fillide Melandroni

Amica di Anna Bianchini, arrivate insieme da Siena e avviate entrambe al lavoro più antico del  mondo, come una tradizione di famiglia. Ebbe un importante ruolo nella vita di Caravaggio soprattutto per il suo legame con Ranuccio Tomassoni, l’uomo assassinato dal pittore durante una partita di pallacorda. Anche Fillide, come la sua amica Anna, si procurò  presto dei guai con la polizia. Di carattere turbolento, ella abitava in Via Condotti e dava spesso schiamazzanti festini ai quali partecipavano sue compagne di s-ventura e i loro protettori, tra i quali il giovane Ranuccio, illegalmente armato. Ma grazie all’influenza che egli doveva godere in quanto al servizio, con i suoi fratelli, dei Farnese di Parma, i due amanti riuscivano sempre a venirne fuori senza particolari condanne. Fillide venne ritratta, da Caravaggio, in quattro dipinti:   GIUDITTA E OLOFERNE   Sicuramente il Merisi si ispirò al dramma di Beatrice Cenci, giovane nobildonna romana torturata e decapitata con l’accusa di aver ucciso il padre, Francesco Cenci. Era costui un  uomo volgare, violento, tirannico e manesco che abusava di lei e che, per evitare di pagarne la dote in caso di matrimonio, l’aveva rinchiusa nel castello di Putrella Salto in Abruzzo continuando a violentarla. Vi posso assicurare, per averlo visto a Palazzo Barberini, che è questo un dipinto dalla terribile precisione realistica dove l’azione cruenta e la violenza degli schizzi del sangue rappresentano nella sua pienezza l’orrore della decapitazione. Una scena miratamene brutale carica di agghiacciante realismo che, si pensa, il Caravaggio abbia immortalato dopo aver assistito al supplizio e all’uccisione della povera Beatrice. Nella scena il pittore,  per la prima volta, si ritrae prestando il suo volto alla testa di Oloferne.       RITRATTO DELLA   CORTIGIANA FILLIDE                 SANTA CATERINA   D’ALESSANDRIA  

Lena (Maddalena Antognetti)

Anche Lena faceva parte della schiera di cortigiane e prostitute d’alto bordo che “rasserenavano” l’esistenza degli ecclesiastici romani d’inizio ‘600. Prima, giovanissima amante del “giovane morbido” il Cardinal Montalto poi del Cardinal Peretti nipote di Sisto V°. Fare di Lena la “Madonna dei Pellegrini” fu cosa assai rischiosa proprio perché era un volto molto conosciuto in città.     MADONNA   DEI PELLEGRINI  Ella vi è ritratta nella figura della Madonna vestita da popolana col Bambino in braccio e due pellegrini inginocchiati ai suoi piedi. Fu questo un quadro che causò grande scandalo a Roma. Dice il Baglioni che appena il quadro fu posto sull’altare “ne fu fatto dai preti  e da’ popolani estremo schiamazzo”. E non solo per i piedi nudi, gonfi e sporchi dei contadini in primo piano ma anche per la fatiscenza della casa cui Maria si appoggia e soprattutto per aver usato una “lascivia dalla sfacciata bellezza” che rappresenta l’immagine sacra della Madonna, come bandito dal Concilio di Trento.           MADONNA DEI   PALAFRENIERI   –    MARIA   MADDALENA   IN ESTASI           Anche Lena, come le altre modelle di Caravaggio morì giovanissima a soli ventotto anni.

 E se, a questo punto, qualcuno si domandasse:

“Come può essere bella o santa una cosa brutta o sporca?”

Rispondono i suoi lavori con la “bellezza delle emozioni”.

         

  1.  

di francesca, il 6 febbraio 2021 20:12. - Commenti



PRIGIONIERA…..di Francesca

Ho messo la memoria in cassaforte

prima che il tempo

la spazzasse via,

e una storia prigioniera

di parole mai pronunciate

mi guarda dal fondo

del tempo.

di francesca, il 4 febbraio 2021 16:38. - Commenti



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