Poesie di Eldy

L’ULTIMO GIORNO DELL’ANNO. BUON 2020 A TUTTI!!!

Cari amici, voglio farvi gli Auguri per il nuovo anno con una simpatica storiella che ripercorre brevemente l’ormai vecchio 2019. Spero sia di vostro gradimento e vi faccia sorridere come è successo a me.

Buon Nuovo Anno a tutti da me e da tutti gli amici di Poesie e Incontriamoci!

Francesca

Era l’ultimo dell’anno.
Erano trascorsi i giorni, erano scivolati via uno dopo l’altro.
Se si guardava indietro gli veniva da pensare che il tempo fosse come svanito, era da non credere, un intero anno era trascorso.
Eppure ricordava bene ogni istante, era stato immobile a guardare i mesi che passavano.
Gennaio di tempesta, febbraio fresco come le mimose in fiore e marzo frizzante annunciato dal canto delle allodole.
Ad aprile poi era giunta una pioggerellina leggera e lui era rimasto alla finestra ad osservare la danza delle gocce.
Maggio aveva avuto il profumo delle rose, giugno era stata un’esplosione di colori ed aromi.
Luglio caldo come il fieno baciato dal sole, agosto dolce come i frutti rossi dei boschi, settembre languido come le foglie cadute.
Ottobre era stato incerto, esitante e capriccioso.
Novembre aveva portato turbini di vento e poi, poi era giunto dicembre.
Di ghiaccio, di neve, d’inverno.
Uno dopo l’altro, erano trascorsi i giorni e infine era giunto il suo momento.
Si guardò indietro.
Sapeva bene che dopo di lui sarebbe venuta una tenera bimbetta e volle lasciare un saluto per lei e per tutti gli altri.
Scrisse qualche parola e poi posò il biglietto sul tavolo.
Tutti si sarebbero ricordati di lui: era l’ultimo giorno dell’anno.

di francesca, il 29 dicembre 2019 23:15. - Commenti



AUGURI A TUTTI!

Cari amici, voi sapete che io sono un pò strana e poco tradizionalista. Perciò in questi giorni che la cantilena del “tanti auguri” riempie ogni spazio fino all’esaurimento,  vorrei farvi gli Auguri di Buon Natale non nel solito modo, non le solite abitudini con frasi trite e ritrite. Allora ho preso in prestito un pensiero del nostro amico Giulio e ho deciso di usarlo per farci riflettere che Natale non è solo il festival del consumismo sfrenato e non è neppure una giostra a gettone che ruota intorno ad un turbine di pranzi e cene al limite dell’esagerazione, scambi di gioielli dai prezzi faraonici che per acquistarli magari ci s’indebita.

Riflettiamo e doniamoci quelle cose che nessun negozio vende ma che valgono più di tutto l’oro del mondo: TEMPO e AFFETTO!

Buon Natale a tutti!

Ieri per far contenta mia moglie e nipote, sono andato a vedere gli addobbi natalizi di una città balneare distante pochi chilometri. Guardavo tutte quelle persone a SCURIOSARE le vetrine. Negozi allestiti dalle firme più prestigiose che fare l’elenco sarebbe lunghissimo. Mi sono chiesto chi potrà indossare certi abiti, scarpe ecc. con prezzi altissimi. Una giacca 4.000 Euro, un paio di scarpe 800- 1.200, una cravatta 700 Euro ecc ecc. Ecco che ti accorgi che il ceto medio, pensionati ecc. non si possono permettere certe cose. E la domanda giunge spontanea. Ha senso tutto ciò? Poi ti ritrovi certe persone che, alla messa di mezzanotte, indossano certi capi, non si vergognano di fronte a Cristo? Quel Dio che, a quanto ci viene detto, è nato povero, in una mangiatoia riscaldato da un bue ed un asinello.
Vabbè che io in chiesa non vado , se non ad un funerale …

Mi meraviglio di Quello Lassù, che quando si avvicinano per l’Eucarestia, dovrebbe mettergli un dito in un occhio. Meglio che mi fermo qui. Buon Natale a tutti!

Francesca e Giulio

di francesca, il 24 dicembre 2019 14:03. - Commenti



VAN GOGH E I SUOI TORMENTI

Vincent Van Gogh cercò l’amore tutta la vita, ma mai riuscì a trovarlo, neanche quando si innamorò di una prostituta che volle salvare dall’abisso. Lui precipitò nell’abisso e lei lo seguì qualche tempo dopo, suicida nel fiume Schelde.
Dove va a finire tutto il dolore delle donne, Sien, quando non ha speranza alcuna di essere riscattato? Dove trova requie anche solo per un attimo? La risposta la trovavi vicino all’acqua. Avevi solo trent’anni e sembravi già vecchia.
…Tutti ti chiamavano Sien, era più facile da pronunciare nella foga del tuo mestiere, ma il tuo vero nome era Clasina Maria Hoornik. Le tue passioni erano il figlio che portavi in grembo, quello che tenevi per mano e l’alcol; le tue credenziali il vaiolo e la tristezza.
In quelle stesse strade si aggirava un’altra straordinaria solitudine, quella di Vincent, anche lui con i suoi trent’anni, che sembravano sessanta. Aveva bisogno di sperimentare tutta la sofferenza delle cose per poterle dipingere. Così cercò e trovò te, Sien, o Christien come amava chiamarti lui.
Convivenza difficile, Sien modella, madre, moglie, donna, sposa, domestica, i problemi economici, l’avversione delle famiglie e tutto finì.
…Tornò l’alcol, la prostituzione e un marito nel 1901. Tre anni dopo decidesti che l’acqua sarebbe stata la lapide migliore. “Si sono una puttana – gli dicevi spesso – e il mio destino è farla finita saltando nell’acqua”.
Nessuno ha mai trovato le tue spoglie. Ed è forse quello che volevi disperdendoti nelle acque del dolore: chiunque doveva ricordarti come lui ti aveva dipinto vent’anni prima, intitolandoti Tristezza, con alla base la scritta “Come può esserci sulla terra una donna sola, abbandonata?”;
( stralcio di “Ogni storia è una storia d’amore” di Alessandro D’Avena)

Sorrow(Dolore-Tristezza) 1882 Vincent Van Gogh
44.5×27 cm – The New Art Gallery Walsall, Inghilterra

di francesca, il 22 dicembre 2019 21:42. - Commenti



Fare da babysitter ai propri nipoti riduce il rischio di demenza e Alzheimer

Carissimi, ho trovato questo post nella pagina social di Alba, da lei pubblicato un pò di tempo fa. A suo tempo lei mi aveva chiesto se potevo riportarlo nel blog. E’ molto interessante, direi che non è mai troppo tardi. Buona lettura.

Prendersi cura di uno o più bambini può essere stressante, tuttavia uno studio dimostra che è un vero e proprio elisir di lunga vita. Secondo una ricerca recente, i nonni che fanno da babysitter vivono più a lungo rispetto ai nonni che non si occupano dei nipoti.

I ricercatori hanno esaminato 500 persone dai 70 anni in su per un periodo di 20 anni. È risultato che i nonni che hanno fatto da babysitter ai loro nipoti avevano meno probabilità di morire rispetto a coloro che non si sono presi cura dei propri nipoti.

Il motivo per cui prendersi cura dei propri nipoti rappresenta un beneficio per la salute è che questo aiuta a rilasciare lo stress. Se questo vi stupisce, considerate che i nonni si occupano dei bambini per periodi di tempo limitati e possono sempre riportare i nipoti dai genitori se il compito diventa troppo arduo. Questo sembra essere il punto focale della ricerca. Prendersi cura dei propri nipoti a tempo pieno potrebbe essere eccessivo per alcuni nonni, ma assumersi questa responsabilità con moderazione può aiutare a rimanere giovani.
Sebbene molti pensino che è la salute fisica ciò che aiuta a vivere a lungo, anche la salute mentale svolge un ruolo importante.

Con l’avanzare dell’età aumenta il rischio del peggioramento delle capacità cognitive. Prendersi cura dei nipoti offre un’opportunità di interazione sociale che può aiutare la mente a rimanere giovane.

Se i vostri nonni hanno vissuto a lungo, sicuramente avrete dei bei ricordi di loro che giocavano con voi. Non c’è bisogno di avere nipoti per approfittare di questi vantaggi. La ricerca ha dimostrato che le persone che si prendono cura del prossimo in generale godono degli stessi stimoli fisici e mentali che possono allungare vita.

I genitori che affidano ai nonni i propri bambini dovrebbero tenere a mente che non è affatto un compito ingrato o stressante per i propri genitori. I nonni dovrebbero accogliere i propri nipoti con gioia e non con ansia.

di francesca, il 17 dicembre 2019 22:07. - Commenti



VOLERSI BENE

Non aspettare nessuno.
Incontra gente, viaggia, visita una città che ti incuriosisce, o riscopri la tua: girala a piedi, fotografala come se non l’avessi mai vista.
Non aspettare che arrivi qualcuno a salvarti. Perché potrebbe non arrivare nessuno.
Quasi mai succede. Devi salvarti tu.
Devi volerti bene.
Devi guardarti dall’esterno e domandarti “Che cosa farei io per me se fossi una persona che mi ama?”
E farlo.
Far sentire la tua voce.
Imparare a chiedere aiuto.
Imparare a dire che cosa c’è che non va.
Arrabbiarti, anche.
E soprattutto imparare ad essere stupidamente felice, senza motivo.
Sai quella felicità cretina, inossidabile, quella specie di scudo luminoso ed ebete su cui tutto rimbalza che ci viene fuori quando siamo innamorati?
Ecco. Non aspettare che arrivi qualcuno a dartelo. Mica te lo deve dare. È tuo. Sei tu che lo crei.
Impara come.
E fatti questa magia ogni volta che ne avrai bisogno.

(C.Black)

di francesca, il 13 dicembre 2019 21:45. - Commenti



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