Victor Brauner- Le ver luisant, 1933 (nato il 15 giugno del 1903 a Pietra Neamte morì a Parigi, il 12 marzo1966 pittore rumeno)
Polarità
Con la corda del mio cuore
legai la notte e il giorno:
e i loro innocenti colori stillavano luce,
fino a svenire lottai per tenerli insieme.
E sognai di legare il moto della terra.
Sognai di inseguire tutto l’amore
e stringerlo forte insieme
e poi teneramente circondarlo
di fossi, di foreste e di castelli.
Fino a scoppiare sognai di te
fino allo sciupio delle mie forze
fino a spaccare ogni legamento
di questo fuoco che dentro mi divora.
Quando rinvenni trovai la notte
e trovai la rotondità del giorno
non più raccolti insieme
ma spavaldamente separati.
E trovai l’amore sciolto, non più imbrigliato,
libero di andare, col corpo, alla sua vita,
non legati insieme come siamesi
coll’unico boccale per il respiro
ma distaccati e sciolti come il giorno
e come questa notte solatia
che circonda e noi troviamo bella:
così l’amore che sciolse vibra
nell’esile orma del suo cammino
e niente ci avvolge se non quest’ombra
che di fievole profumo essa ci veste.
Ma il viscerale desiderio resta
Autore:Calcio2.ce
Nota dell’Autore
Due amanti anche quando si cercano perdutamente non potranno mai integrarsi perfettamente l’un l’altro perché ambedue hanno una vita propria, un loro vissuto, una vita biologica separata per cui esisterà sempre polarità in quanto l’integrazione che ne risulta sarà minima e povera rispetto al resto della vita che si vive fuori dall’altro.
Alla poesia rimane la chiave di raccontare la relatività di tale rapporto e dell’incapacità dell’uomo di stabilire un forte vincolo di unione; ma nello stesso tempo la poesia è tesa a raccogliere quei frammenti, quei sentimenti, che a volte proviamo, di essere un tutt’uno per quella voglia viscerale di possesso, di appartenenza.
E alla base di tutti questi desideri, questi pensieri travolgenti di voglia di vivere in modo coinvolgente un rapporto di coppia, vorremmo trovare un comune terreno di simbiosi.
Questa poesia è stata scritta da , il 23 novembre 2011 at 06:50, nella categoria: calcio2.ce. Lascia un tuo commento qui
Mozart- lacrimosa
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Ho perso tutte le battaglie della vita.
Non mi resta che piangere
Sulle curve spalle del giorno
o ridere nel velo turchino del cielo
e affondare il viso nella ruga dell’arcobaleno.
Ho scelto di ridere delle mie ferite
del mio nudo amore a me prezioso,
e ho scelto te, fiore della vita, edera tenace,
abbandonata su questo muro sbrecciato
crivellato dal buio e dal silenzio,
sulla cui cima un istrice ristagna
con denti aguzzi e d’affilate unghie
che mani ingorde hanno posto a sentinella.
Oltre quel muro ombroso ride pure il sole
quando esce a calzare il giorno e fa le fusa
sul mio corpo alzato a celebrare
il Divino Mistero della vita
Autore:Calcio2.ce
Questa poesia è stata scritta da , il 8 novembre 2011 at 20:36, nella categoria: calcio2.ce. Lascia un tuo commento qui
Van Gogh(1853-1890)-Autoritratto Con Cappello di Feltro
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Ditemi che non sono pazzo
che non ho mille facce,
mille ruoli da recitare
o mille bocche da sfamare.
Ditemi se la mia voce
suona come un tamburo
di mille vibrazioni, o che si sgonfia
al vento di mille città di mare.
Ditemi se le mie gambe
sorreggano un palazzo con mille lanterne
o sono soltanto due stampelle
che al villoso passo di millepiedi
avanza sospettoso sul soffitto
e infine tra briciole di molliche siede.
Autore:Calcio2.ce
Questa poesia è stata scritta da , il 31 ottobre 2011 at 20:11, nella categoria: calcio2.ce. Lascia un tuo commento qui
“Alice” olio su tela 1915: Amedeo Clemente Modigliani (Livorno, 12 luglio1884-Parigi,24 gennaio1920)
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Tra le righe di una fotografia
ho rivisto il tuo colore in bianco e nero,
la tua faccia abbronzata
e un abito di piombo che ti stringeva,
e quegli occhi di finta disponibilità
che vogliono vendere illusioni
hanno solo drogato il mo sogno di appartenerti.
Ora vorrei solo tuffarmi
nella vita di tutti i giorni
per dimenticare come fu inutile per te
Il mio amore buttato come ossi
a maculate iene.
Autore:Calcio2.ce
Questa poesia è stata scritta da , il 29 ottobre 2011 at 15:39, nella categoria: calcio2.ce. Lascia un tuo commento qui
La lattaia di Bordeaux, Francisco Goya, 1827, olio su tela
Francisco Goya è nato(1746-1828) in una piccola borgata di Saragozza in Aragona, sarà uno dei più grandi maestri pittori spagnoli
Ridi amore mio
ridi se la natura ti ammonisce
con la coda del vento.
Ridi amore mio
ridi se tutta l’erba ti bagna
del suo bagnato.
Ridi amore mio
ridi se l’alba rapisce
Il tuo breve sonno.
Dobbiamo sempre ridere
anche quando non spunta il vento
o l’acqua non zampilla dalle foglie
o l’alba si fa opaca nella nebbia.
Vedi come corrono i fanciulli?
Corrono a guardare questa Terra:
essa gli è madre e tu sei come l’orma
che lascia una traccia novella.
E contenti verso il sole vanno
nel pieno entusiasmo dell’amore.
L’amore gentile che non ci affanna
ma che ci inebria nel giorno
e ai suoi dolci colori
son candite le spine dei fiori.
Autore:Calcio2.ce
Questa poesia è stata scritta da , il 26 ottobre 2011 at 04:18, nella categoria: calcio2.ce. Lascia un tuo commento qui
Questa poesia è stata scritta da , il 22 settembre 2011 at 09:05, nella categoria: calcio2.ce. Lascia un tuo commento qui
Un caro saluto a un amico
In certi momenti è davvero difficile trovare le parole giuste. Quando un amico con cui si è condiviso tanto, e sicuramente mai abbastanza, se ne va, le domande che ci si pongono sono tante.
E quasi tutte senza risposta.
Resta il desiderio di un ultimo affettuoso saluto. Fatto di sensazioni essenzialmente.
Forse sarebbe stato preferibile qualcosa di più immediato, ma in certi momenti conta soprattutto ciò che si sente.
C’era una volta, perché avere avuto il piacere, e forse il privilegio, di incrociarlo lungo la vita, è stato un po’ come vivere una fiaba. Che mi ha fatto crescere e stare bene. Una favola da raccontare.
Un abbraccio più forte che si può, caro avvocato.
Per Nicola Tiscione
C’ERA UNA VOLTA …
Cominciano così le più belle favole, quelle che ascoltavamo da bambini
e che da adulti val sempre la pena raccontare.
C’era una volta …
Copertina ideale di un tempo che è finito,
volato via con biglietto di sola andata.
E al termine di ogni favola, chissà perché, c’è sempre
un vago senso di stupore ad accompagnarne il prevedibile finale.
Come del resto accade nella vita, che, favola di tutte le favole,
ci riserva momenti esaltanti, colpi bassi,
e finale sempre, rigorosamente, scontato.
Il fatto è che forse a volte o si vola con la fantasia,
e si saltella in qualche sogno, o semplicemente si piange.
E allora meglio saltellare in un sogno, specialmente se si ha
la sensazione forte di averlo per davvero vissuto.
Un sogno condiviso con un amico che a volte la sensazione
di essere uscito da una favola te la dava per davvero:
…Le porte del castello aperte a tutti,
e, il prossimo nel profondo del cuore.
Chissà adesso dove sei, che cosa stai facendo?
Se finalmente sei riuscito di abbracciare quel Dio che non
si vede, ma che tu dicevi, certamente c’è.
…Chissà se lassù le favole sono infinite,
senza necessità di piangere sul finale.
Dalle nostre parti, per quanto bella ed accattivante,
ogni favola ha un inizio, e, inevitabilmente, una conclusione.
Ci tocca piangere sul finale.
Che non è però la fine.
Autore: Calcio2.ce
Questa poesia è stata scritta da , il 5 settembre 2011 at 05:23, nella categoria: calcio2.ce. Lascia un tuo commento qui
Sulle rovine di tutte le storie d’amore
ho asciugato i miei occhi
e in alto ho scagliato tutti i:
perché tutto il bello deve finire?
Aspettai invano la risposta
da voi solari creature
che avete seppellito ogni paura
giacché non conoscete disfatte.
Nell’ingorgo ingiallito del giorno
con la voce consumata aspettai,
ma sull’uscio della vostra bocca
muta non vi uscì parola.
E …Così aspettando l’amore
mi preparo a risorgere e a porgere
il fascio di questi perché
raccolto come fiori spauriti
sulle sponde di questi amori falliti
bruciati prima ancora
che tutto Il bello
potesse sbocciare.
Autore:Calcio2.ce
Questa poesia è stata scritta da , il 27 agosto 2011 at 14:53, nella categoria: calcio2.ce. Lascia un tuo commento qui
Soffia il vento sulle onde del mare
E la salsedine si abbottona alla pelle.
Il cielo si è ripulito dell’aria di città
e noi svuotati di ogni eloquio
ritorniamo fanciulli sulla sabbia
a costruire castelli per incantare un sogno:
quello di baciar la più attraente
o di colpire coi pugni di sabbia
la più sofisticata o arrogante.
Fu ieri che scoprimmo quant’era bella
e arrogante la medesima fanciulla
e allora al bacio rubato unimmo
il colpo di sabbia che rapido nel vuoto deponemmo
perché rapiti irrefrenabilmente dalla sua beltà.
E rimanemmo come pali trafitti
Sì, come pali brillavamo al sole:
maestosi della nostra scoperta
concordi unimmo il ridere e il sorriso
concordi supplicammo il paradiso.
Ora su questa sabbia non ride più nessuno
un vuoto mi prende e penso
che non si è più nella storia
di quella fanciulla bella dove il tempo ha cancellato
quel ridere innocente e quel bussare un bacio per un pegno.
Ora mi sono estranee le canzoni per l’estate
e mi sono estranei il cielo e questo mare
ma solo un sogno io vorrei toccare
quello di provar un rapimento di te ancora fanciulla
ed io che bacio la tua bellezza e poi do un pugno.
Autore:Calcio2.ce
Questa poesia è stata scritta da , il 16 agosto 2011 at 03:06, nella categoria: calcio2.ce. Lascia un tuo commento qui
Vivide stelle che fremano
nella brezza notturna.
Così la tua pelle dorata
nella trasparenza lunare rifiorisce.
Sulla tua pelle bagnata
squame di luce brillano
come tante perle d’avorio.
Mentre nell’aria falene
con linguaggio di fauno
ti sussurrano parole di festa:
è un corale silenzioso.
Muto come il mio amore.
Autore:Calcio2.ce
Questa poesia è stata scritta da , il 14 agosto 2011 at 01:10, nella categoria: calcio2.ce. Lascia un tuo commento qui