Attese
Non sento più l’armonia di un trillo di telefono
Non sento più il calore di un solo raggio di sole
Non sento più le chiavi del silenzio
Non sento più il fruscio nell’aprire una lettera
Non sento più la pienezza di un’alba di luglio
Non sento più trastullare i miei bambini
Ormai adulti
Non sento più fluire le acque del mio ruscello
Non sento più i folli palpiti di un tempo
Ma…
Vorrei sentire la notte come la tua Notte
Vorrei contemplare due stelle
con gli stessi bagliori delle tue pupille
Vorrei sentire l’incauta vita vissuta con passi impetuosi
A volte energici, a volte disillusi, altre volte
Schiavi di incertezze
E riviverla in Verità e in Amore, tutta d’un fiato
Mescolando un telefono, un sole, un’alba, dei bambini,
folli palpiti, una notte, due stelle, due pupille
e…
attendere i candidi chiarori di un’altra alba.
autore:enzo-ducky
Questa poesia è stata scritta da , il 1 agosto 2010 at 13:52, nella categoria: ducky. Lascia un tuo commento qui

Quando tu poggi
La guancia sul mio petto
Quando ti rifugi
Sotto il mio braccio
Quando sento
Il tuo respiro
Il mio cuore diventa qualcuno
Ed io non sono più nessuno
autore: Ducky
Questa poesia è stata scritta da , il 16 giugno 2010 at 21:33, nella categoria: ducky. Lascia un tuo commento qui
Passeggiavamo al limite di un precipizio
La luce ribolliva in fondo, in sinergia
Con palpiti silenziosi e improvvisi
Di entrambi i cuori
Osavo spingerti di spalla
Verso un firmamento rosa
Ma
Scivolasti giù nel precipizio
Tesi la mano per evitarti il vuoto
Il mio braccio poderoso
E la mia mano prodiga di carezze e fremiti
Ti sorreggevano all’insegna della speranza
Al pari della fiamma di una scarna candela
Che tenta di sconfiggere le ombre
Con insolito coraggio:
e fu un inutile amore, un amore sconfitto
sicché la mia pelle risuona ancora
col calore, il silenzio e la magia
di un Eden vissuto solo in parte.
autore:ducky
Questa poesia è stata scritta da , il 12 maggio 2010 at 19:41, nella categoria: ducky. Lascia un tuo commento qui
L’Intelletto?
Sì, l’Intelletto!
E’ il personaggio che ragiona
Interviene tranquillo, sicuro, imperterrito
Conteggia, raffronta, intuisce, fiuta, comprende
Si persuade, sniffa, stecchisce,
odia e distrugge
per il buio che lo assale nel suo Credo
per la luce nel suo credo…Ama
…ma non sempre
Che personaggio, l’Intelletto!
Non manca di scherzare con malizia e anche senza
Si ottunde per odio e per amore
Opera, si adopera, crea, dà vita
Lui dice che si avvale della Logica
Che pensa
Inducendo, deducendo…ma non sempre
Le macchie di sangue al suolo sono ricorrenti:troppo!
Ma è sempre un personaggio VERO
A cui la vita gli sorride, spesso lo deride
Spesso lo distrugge a poco a poco
Accade che rinasce con L’AMORE
Io lo immagino; come una vecchietta
Che, passato il tempo, alza un braccino…
Sventola la mano e…s’allontana.
autore: ducky
Questa poesia è stata scritta da , il 11 maggio 2010 at 19:48, nella categoria: ducky. Lascia un tuo commento qui

LUI: Ti mandai un bacio senza ossigeno, così all’improvviso: come un sussulto.
Quel bacio partì assieme ad un palpito, come una spedizione segreta e silenziosa.
LEI: Mi toccò, era un bacio strano, inconsueto…fu come se mi avessi toccato con un dito…ne fui scossa!
LUI: Poi la tenue e timida primavera s’inchinò alla calda estate, e io suonavo serenate di parole alla tua anima.
LEI: Tu giocavi con la vernice rossa…per rallegrarmi.
LUI: La vernice rossa era un pretesto per dare luce ai tuoi sorrisi.
LEI: Io ti ascoltavo, silenziosa, poi ogni tanto, inghiottivo aria con tremolio.
LUI: Era come se il silenzio si fosse inchinato e, muto, dava limpidezza alle mie parole.
LEI: Come era gradevole il tono della tua voce, le tue parole erano struggenti, calavano piano…mi accarezzavi l’anima in quei momenti.
LUI: Lasciali vivere… perché ti hanno segnato…a tuo modo…essi ti serviranno per far fronte ai tentativi di soffocamento delle lacrime.
LEI: …o forse me le faranno venire.
LUI: Poi venne l’estate, io coi miei tuoni, e tu con le tue scintille. I segnali miei presero a viaggiare senza risposte né repliche: capii che il silenzio, che aveva reso struggente la mia voce, aveva calato un’ombra sul nostro …idillio come la chiusura di un sipario alla fine della rappresentazione.
LEI: Parlami di nuovo delle due farfalle!
LUI: …cosa hai detto…non ti sento, spostati… avvicina il telefono…
LEI: Sì…ecco…ora mi senti?
LUI: Si, ora sì. Dimmi!
LEI: Mi parli delle due farfalle…mi dicesti…!
LUI: Si, una farfalla color ruggine aveva preso a svolazzare su una minuscola margherita ma non ci si posava mai, quand’era sul punto di posarsi sui petali, riprendeva a volare. All’improvviso sbuca in volo una farfalla bianca, fa due svolazzi, si adagia sui petali, e comincia a muovere le ali.
LEI: Quella farfalla color ruggine e’ il percorso della mia vita…io vivo proprio come “lei”. Amico mio, cos’è che non va…non ci riesco…non riesco ad innamorarmi, io vorrei ma non so che mi succede…eppure sarei capace di amare profondamente.
Darei tutta me stessa pur di innamorarmi e amare. Dimmi, amico mio, dimmi, che cos’è che non va in me?
LUI: Insicura, sei insicura. La vita è stata ingiusta con te e tu hai un cuore sofferente, è come se fosse diviso a metà, una metà si lancia, e l’altrà metà, quella “lacerata”, ti frena…sta piovendo…il vento devia dell’acqua sui vetri della finestra…!
LEI: Anche qui da me ha preso a piovere!
LUI: oh, guarda…un rivolo di pioggia…
LEI: Anch’io stavo pensando alla pioggia che batte sui vetri…vengono giù tanti rivoli…alcuni s’intersecano…s’incrociano…
LUI: Io vedo un grosso rivolo che scivola già e…ora si e’ diviso in due, ora sono due rivoli che stanno per fondersi…si sono unti…ma poi si sono ora separati..accid….una folata di vento li ha fatti sparire…amica mia…come rassomiglia al percorso della mia vita, il cammino di quelle due gocce di pioggia.
LEI: Lo è anche per me credimi … le sinergie della vita.
LUI: Ehm…cosa? Ho capito bene? Hai detto sinergie?
LEI: (comincia a ridere): Oh, niente, niente.
LUI: Tempo fa conobbi una donna che ogni tanto in un discorso intimo…”saliva sul pulpito” e veniva fuori con delle espressioni burocratico-amministrative tipo “premesso che” …e io ridevo, ridevo…”
LEI: (continua a ridere): Scusa, mi viene da ridere,… scusa… ora devo andare. Senti!
LUI: Sì, dimmi!
LEI: Adoro le gocce che si uniscono.
LUI: Anch’io. Ciao!
LEI: Ciao!
Fuori la pioggia aveva smesso di gracidare.
autore: ducky.vi
Questa poesia è stata scritta da , il 18 aprile 2010 at 22:34, nella categoria: ducky. Lascia un tuo commento qui

Quando due cuori cominciano ad amarsi
Congiungono le mani
Ammutoliti dal silenzio
Pregano che il Divino e il Naturale
Possano celebrare
Un amore eterno
autore:ducky
Questa poesia è stata scritta da , il 23 marzo 2010 at 04:54, nella categoria: ducky. Lascia un tuo commento qui

Erano pensieri, pensieri normali
Era un cuore, un cuore normale
M’imbattei in cuore nuovo
e credetti di amare un cuore speciale
Erano notti normali
Vissute con sonno normale
M’imbattei in un’anima nuova
E credetti in un’anima speciale
M’imbattei in palpiti nuovi
E credetti in palpiti speciali:
Ma privo di slanci, era un cuore normale
Ebbi fede nelle sue carezze
E fui tradito da un pugno
Avevo confidato in notti tenere
Con la speranza di gustarne l’essenza
E una valanga inattesa
Mi ha fatto smarrire
Le luci accucciate nell’anima,
E quando il Silenzio si è intromesso tra noi
Ho dovuto coprire l’Anima dal gelo
Confidavo in un cuore speciale,
Ma privo di slanci, era un cuore normale.
autore: Ducky
Questa poesia è stata scritta da , il 16 gennaio 2010 at 16:18, nella categoria: altri autori, ducky. Lascia un tuo commento qui
Lascia che il tuo cuore ami
Nel desiderio che amerai anche domani
Lascia che il Sole possa
lento e imponente attraversare
ogni tua fibra
Lascia che le emozioni fluiscano
Sotto la tua via
Come docili agnelli belanti,
Lascia che essi raggiungano l’erba vitale
Lascia che le tue luci si accendino
Lascia che le ombre ormai sconfitte
Si prendano a pugni
Lascia che un ghibli africano
Annunci i nostri desideri
Lascia che io ti senta
Sotto la mia pelle.
Mentre il Sole ci scalda
Con i suoi raggi roventi
Tu ed io ci perderemo
in un abbraccio d’amore
E, felici, come amanti smarriti
Dei nostri affannosi gemiti
Ne ascolteremo tutta la sinfonia
autore:ducky
Questa poesia è stata scritta da , il 12 gennaio 2010 at 13:05, nella categoria: ducky. Lascia un tuo commento qui
Ricordi?
dividemmo una notte
le note della canzone di Brenda Lee
I am sorry
Lei piccola, tu piccola
I am sorry, mi dispiace. canta la piccola Brenda
le note candide m’intenerivano,
calavano mansuete nella parte più profonda
e il mio cuore riviveva
inglobava onde di calore in lame di luci
poi…
mi hai rivelato
che il tuo cuore non era libero
e nel mio è calata un ombra gelida
…sono passati appena due giorni
hai riconosciuto il gesto insulso
della piccola Merimeri,
ma è stata la grande a peccare
la piccola rimarrà sempre limpida
ora la stessa piccola Brenda
mi ricanta il tuo pentimento
con la tua voce e mi dilania cantando:
I am sorry, mi dipiace
so sorry, proprio tanto
You tell me, tu mi parli
Mistakes, di errori…
…spero che la tempesta che ti ha avvolta
si plachi.
autore:ducky
c
Questa poesia è stata scritta da , il 5 gennaio 2010 at 05:38, nella categoria: ducky. Lascia un tuo commento qui

Vorrei prima assopirmi
Vorrei addormentarmi
E poi spirare
Tranquillo il silenzio
E la partenza
Con il mio carretto
Colmo di peccati e sogni
Evitando sassi e buche
Vorrei assopirmi prima
A poco a poco…lentamente
Mirando le fievoli luci
Ascoltando la nenia delle lacrime
Così potrò allestire l’Anima
Alla prima notte di quiete.
Felicemente strano
O stranamente felice
Vorrei soccombere a Morfeo
appendermi alla tua mano, Mamma!
E incamminarmi con Te.
Oh, che sonno!
Ho bisogno di dormire dormire
Dormire…e sperare di sognare
La prima notte di quiete
E la Tua mano.
autore:ducky
Questa poesia è stata scritta da , il 15 dicembre 2009 at 15:21, nella categoria: ducky. Lascia un tuo commento qui