Poesie di Eldy

Dedicata a Lucio Dalla

Dedicata a Lucio Dalla

Parabola di una notizia

Un colpo violento al cuore
un dolore
che si estende e si aggrava
poi un che d’inquietudine
di sollievo
di speranza
un vuoto
che non fa paura
un buio che a poco a poco
si dirada
un legame
che non si allenta
permane
il senso della vita
oltre la morte
e il desiderio
di rivedersi ancora
sì, ci saremo tutti
di là
ed il cammino si rasserena.

Autore: Lorenzo9.rm

Questa poesia è stata scritta da paolacon.eldy, il 4 marzo 2012 at 18:29, nella categoria: Lorenzo.rm. Lascia un tuo commento qui



IRIDIANA

Batte e ribatte,
noiosa,
la pioggia
sulla finestra
della chiusa stanza.
Nel silenzio
palpita
un cuore,
palpita un cuore
d’amore.
O Iride,
inutile e vana
vuoi
che sia
la speranza?
Senza di te,
lontano da te,cuore
ad un eterno
soffrire
mi condanni?
Lorenzo.rm

Questa poesia è stata scritta da paolacon.eldy, il 14 settembre 2009 at 00:33, nella categoria: altri autori, Lorenzo.rm. Lascia un tuo commento qui



iridiana 2

O Iride,
la luce si spegne.
Si tingon di buio le case.
Lontana, la stella a noi cara
si veste d’azzurro.
La guardo e l’amore
che da essa promana
m’investe. Vacillo.
Ti guardo. Lontana,
lontana tu sei,
simile all’astro fuggente
che miro.
Eppure sei viva.
Ti tocco. Ti bacio.
Sei donna. Sei mia.
lorenzo.rm

Questa poesia è stata scritta da paolacon.eldy, il at 00:31, nella categoria: Lorenzo.rm. Lascia un tuo commento qui



iridiana 3

Piangere, perché piangere dovrei,
s’io posso accarezzare il tuo bel volto,
radioso, splendente di gioia,
Iride mia?
Felice io sono. Felice
di stringerti a me, fremente, dolcissima.
Piangano gli altri;
e il vento che soffia più forte
nelle notti invernali e pare
un lamento il suo sibilo acuto
al di sotto degli usci.
Anch’esso m’invidia?
M’invidia il tuo bene?
Sospirino gli altri tentando
malevoli inganni
per toglierti a me.
Nessuno potrà mai strapparti
al mio amore.
lorenzo.rm

Questa poesia è stata scritta da paolacon.eldy, il at 00:29, nella categoria: Lorenzo.rm. Lascia un tuo commento qui



iridiana 4

Amica luna,
sorta improvvisa
ad illuminare
la squallida scena
di questo pietroso deserto,
rompi il triste eppur dolce
canto della fanciulla lontana.
Notte superba, tronfia
di amori e lussurie
nei sordidi vani di miseria,
odio ispira verso gli impudichi
calpestatori di inermi.
Notte, perché rancor non mi scuote
afferrandomi per i capelli?
Iride amo, femmina ingrata,
e il suo ricordo
m’attrista e m’acquieta
nell’inutile dormiveglia
di una vana infelicità.
lorenzo.rm

Questa poesia è stata scritta da paolacon.eldy, il at 00:27, nella categoria: Lorenzo.rm. Lascia un tuo commento qui



iridiana 5

Languore di gemiti infranti
dal dolce infuriare del mare,
sbattuto dai prorompenti marosi.
Iride, supina, ascolta
l’incanto d’amore
che il seno le scioglie,
quasi arrestando
I battiti sordi che prima
scuotevano il fragile petto.
Piange, dimentica.
Domani, al lindo chiarore
dell’alba, scuotendo
le membra intorpidite
dal riposo senza riposo,
si chiederà se la vita
sia degna d’esser vissuta.
Cornici di alghe infiorate,
dal rinfrescante, smanioso
profumo, siatele compagne
nella notte senza fine.
Il sole, col fiero cipiglio,
luce ridonerà alla sua anima,
appagata nel desiderio snervante.
lorenzo.rm

Questa poesia è stata scritta da paolacon.eldy, il at 00:21, nella categoria: altri autori, Lorenzo.rm. Lascia un tuo commento qui



Amore di testa, amore di cuore

Amore di testa, amore di cuore
Mi sei nata nel cervello,
che ha tessuto le tue lodi,
l’acume, la scienza, il vissuto,
lasciando intravedere
barlumi di sensibilità, dolcezza,
prodromi di affetto.
Così, dalla mente,
mi sei rimbalzata nel cuore,
che ha dato stura a
ineluttabili verifiche
incendiandomi infine i sensi.
Non fu tutta illusione,
e, in conseguenza, tutta delusione.
Occorreva un esame e l’ho condotto.
Anche tu, peraltro, l’hai compiuto,
com’era giusto.
E’ stato emesso un verdetto,
in conclusione, condiviso.
Scendi dal mio cuore, dunque,
che s’è stancato di portarti,
e ritorna al cervello.
E dal cervello svanisci,
dileguati nel limbo dei sogni,
dei fatti irreali e irrealizzabili.
Scompari, ti prego.
Mi hai stupito, attratto, respinto.
Ci siamo svegliati come biglie
di segno contrario.
Vivremo ambedue, ma non
unisoni, simbiotici.
La terra gira, il mondo corre.
Non rimanga l’alito
di un benché minimo rancore.

Lorenzo.rm

Questa poesia è stata scritta da paolacon.eldy, il 12 settembre 2009 at 01:14, nella categoria: Lorenzo.rm. Lascia un tuo commento qui



VUOTO E’ IL CIELO

Vuoto è il cielo,
c’è il sole, dovrebbe esserci,
ma sembra notte.
Attorno a me non ci sono forme
ma sagome scure:
uomini e donne, animali, piante, fiori,
tutto scomparso, non c’è nulla di nulla.
Il mio sguardo si fissa nel vuoto artificiale,
lo giro a 360 gradi ma non percepisco alcunché.
Ripiego in me stesso e la sensazione di vuoto,
di buio si accentua, accompagnandosi
ad un senso di impotenza e di angoscia.
Eppure anelo a risollevarmi, a scoprire
qualcosa di positivo, che mi restituisca
la perduta serenità.
Qualcuno/a mi può aiutare? Lo/a ringrazierò,
gli/le sarò grato per sempre, gli/le sarò amico,
integrerò le sue forze, sarò il suo servo fedele.
Guardo al cielo, innalzo le braccia in segno
di abbandono e di preghiera.
Amavo, amo, ma adesso il mio cielo è buio.
La mia speranza non ha risposta. Ma non voglio
cedere alla disperazione, alla rassegnazione.
Lorenzo.rm

Questa poesia è stata scritta da paolacon.eldy, il at 01:09, nella categoria: Lorenzo.rm. Lascia un tuo commento qui



DONNA, COMPAGNA, MAMMA

DONNA, COMPAGNA, MAMMA
Nasci e vale ancora per te
l’antico detto della mia gente,
quando, dopo una notte insonne,
dicevano:”Notte persa
e per giunta femmina”.
Perché anche oggi non sei
ritenuta preziosa quanto
il maschio? Perché, pur avendo
tesori infiniti di intelligenza,
sensibilità, forza morale e fisica?
Così è per retaggio di antichi
pregiudizi, di antichi rancori
contro di te. In fondo sei nata
da una costola e hai ceduto
all’infido serpente condannando
il genere umano alla perdizione.
Ma, dopo Gesù, non si può
più giocare con te. Sei la migliore
compagna possibile. Già, compagna.
Non più in subordine, alla pari con
l’uomo. Ma non è vero, lo sai. Vieni
sempre dopo, anche se non in modo
visibile. Non gli cammini dietro come
in antiche, ignobili civiltà.
Sei rispettata e dai consigli. Comandi
anche, seppur fra quattro mura.
E’ vero, inoltre, che hai una potenza
infinita, sei bella, hai fascino. Sei
spesso l’amore insostituibile per
chi ti conosce e ti apprezza.
Quando sei mamma, poi, c’è la
catarsi. Diventi il centro dell’universo,
l’ombelico del mondo. Sei tutto, unica
per i tuoi figli. E le tue forze si espandono,
tutto coprendo, e il mondo e l’intera
volta celeste. Ogni cosa dipende da te,
nel bene e nel male. Il tuo sguardo
è ardito, il tuo passo sicuro. Sei
quello che vuoi. Un’isola stupenda
per tutti, anche per il tuo compagno.
Sei mamma, diventi anche la sua.
Piangerà per una qualche sua privazione.
Ma gioirà per l’immenso regalo
che il cielo gli ha donato.
Lorenzo.rm

Questa poesia è stata scritta da paolacon.eldy, il at 01:02, nella categoria: Lorenzo.rm. Lascia un tuo commento qui



Modelli d’amore

Ne sono successe di cose,
nella mia vita, intendo.
Da amori cerebrali,
forse per contraccolpo?,
altre strade ho percorso,
altre sensazioni ho percepito.
Credereste a uno che, a freddo,
senza soluzioni di continuità,
con un passato “serio”,
passa a provare davvero
altri percorsi?
Eh sì, altri, opposti potrei dire.
Dalla mente al senso. Anzi:
dal sesso, al senso, alla mente,
per precisare.
Le trovai in ambienti non certo
sereni. E le amai però,
così almeno mi parve.
E proseguii convincendo me stesso
che quella era la strada.
Dal sesso all’amore dunque.
E mi fissai, fui fermo nelle mie
convinzioni.
Se dall’intelletto si può passare
all’amore, dall’amore si può,
si deve passare alla condivisione
di sensazioni, passioni, affetti infine.
Volete sapere com’è andata?
Non bene, anche stavolta.
E non poteva che essere così,
come tutte le ipotesi da laboratorio,
quelle prove in cui fungiamo da arbitri,
osservatori., attenti magari, convinti,
seri, ma lontani dal fenomeno
che osserviamo,
come non fosse nostro.
La vita è trascorsa,
il fiume si è ingrossato,
molte mète sono state raggiunte.
Le vie dell’amore sono state tutte
esplorate.
Rimpianti pochi. Tanti ricordi,
teneri, felici e no.
Tutti conservati con cura però.
Ogni cosa mi è grata e ne sono felice.
Di qualsiasi tipo sia.
Non può dimenticarsi l’amore.
Diversi possono essere gli esiti
ma esso rimane una benedizione
del cielo.
Così sempre sarà e così sia.
Benedetto sia.
fioredicactusarancione

Autore: Lorenzo.rm

Questa poesia è stata scritta da Domenico.eldy, il 27 agosto 2009 at 08:21, nella categoria: Lorenzo.rm. Lascia un tuo commento qui



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