Poesie di Eldy

IL TRENO DEL CALORE….di Alba Morsilli

Girando nel web ho visto questa foto e il mio cuore ha avuto un forte sussulto. Quante volte ho pensato a quel treno, non per fare dei viaggi, però. Lui mi ha scaldato,mi ha protetto.E’ vero, noi bambini davamo l’assalto a quel treno come poi più tardi ho visto fare al cinema dai Gangster, ma era diversa la motivazione, loro per avidità noi per freddo.

 Si, quel treno vecchio a carbone che sbuffava per tutta la città, noi bambini lo aspettavamo, era pieno di carbone cookie, lo portava alla fabbrica del gas, infatti il gas prima del metano si faceva con il carbone dove operai erano addetti agli alti forni.

Ritornando indietro con la memoria, ricordo che ero l’unica femmina a rischiare di salire sul treno in corsa con un grosso sacco dove mettevo la refurtiva( cioè il carbone).

Eravamo come le lepri, veloci a scappare se venivamo scoperti. Ma alle volte, alla guida del treno c’era un certo  macchinista che invece di mettere il carbone nella caldaia del treno lo buttava per terra, così i più piccoli potevano riempirsi il sacco.

E hanno messo anche il vigile motorizzato a sorvegliarci, ma lui chiudeva tutti e due gli occhi, su dieci vagoni carichi di carbone, anche se ne prendevamo un pò che male facevamo.

Un giorno nella garitta del vagone mi son presa uno spavento che non ho più dimenticato. Ero con il mio carico di carbone, molto pesante. Avevo riempito tutto il sacco, erano circa 50 kg. All’improvviso  salta dentro un uomo che mi vuole prendere il sacco, non si accontentava della metà, lo voleva tutto ed io per non prendere botte, come mi aveva minacciato, glielo diedi.

Ricordo che anche se mi aveva fatto del male quando venni a sapere che era rimasto sotto il treno mi dispiacque veramente.

Lì dovevamo essere lesti, agili, attenti e solo noi bambini avremmo potuto fare quello.

La stufa, che era una latta della salsa ( ve la ricordate quella da 5 kg?) era rossa dal calore del carbone e noi nella stagione delle castagne, con una padella bucata dopo tanta fatica, ci si sfamava e ci si riscaldava grazie al carbone del treno.

Alba

Questa poesia è stata scritta da francesca, il 6 marzo 2019 at 22:12, nella categoria: alba morsilli. Lascia un tuo commento qui