Quando i Beatles cantavano “P.S. i love you”
Ero poco più che un bebè.
il primo raggio di luce,
l’ho visto nel lontano sessantadue
Cantavo con loro col mio personale wue, wue.
mangiavo La mia pappa a tempo di “plesse plesse me”
e nell’aria di casa, sempre echeggiava la loro musica.
La mia mamma è ancora oggi una loro fans
Da piccolo, mi pettinava col caschetto, come usavano loro.
Quando mi vestiva, cantava sempre
“Little child, little child, won’t you dance with me?”
(Bambino piccolino vuoi ballare con me?)
Giovane, spensierata, allegra.
Mamma non ancora ventenne, innamorata del papà.
Mi lasciava solo per seguire i suoi studi.
Ero il suo pensiero di vita
Mi teneva tra le sue braccia teneramente, e con amore chiamava
il mio nome.
Mi racconta sempre, dell’infanzia, e i suoi occhi s’illuminano.
Oggi quando posso canto io con la chitarra le canzoni dei Beatles.
Canta con me, ci divertiamo, guardo il suo viso, i suoi occhi brillano.
E nella mia mente corrono antichi pensieri,
la rivedo col suo piccolino tra le braccia.
il buon papà ci guarda, credo pensi, “sono fuori di testa”.
Quando usciamo insieme a volte, ci prendono per fratello e sorella.
Si diverte nel dire nooooooooo è mio figlio.
Da lei ho avuto sempre l’appoggio di donna, amica, e mamma.
Sa tutto di me, gioie e dolori, condividiamo una stupenda amicizia.
Oggi voglio cantarti, la mia canzone cara mamma,
Ha sempre lo stesso ritmo, intona il rispetto, il mio amore per te.
Non ho vita, senza il tuo sorriso, e la tua carezza.
Grazie per avermi dato la vita, è meraviglioso essere tuo figlio.
Ti adoro, sei speciale, solo come tu sai esserlo.
T.V.B.
Marco
autore: Marco50.mi
Questa poesia è stata scritta da , il 8 dicembre 2011 at 00:18, nella categoria: marco50.mi. Lascia un tuo commento qui

GIGLI NELL'ACQUA - olio su tela - Musèe d'Orsay - CLAUDE MONET Impressionista francese (1840 - 1926)
Ho camminato in lungo e in largo,
intorno a me un prato verde,
che si perdeva a vista d’occhio,
pensavo…
si sono sulla giusta via, qui troverò
quel fiore bianco che mi parlerà di te.
Nel mio vagare ho visto e colto dei fiori bianchi,
e ogni qual volta ne coglievo uno,
sentivo il cuore battere fino ad uscirne fuori del petto,
ma una volta colto cambiava colore,
non mi parla di te, e non emana nessun profumo.
Continuavo nel cammino e la voglia di te
è grande,
la tua voce, le tue risa, i tuoi abbracci, mai calava,
fin che un giorno…………
il cielo diventò scuro, cominciò a venir giù la pioggia,
trovai un riparo, mi accorsi d’aver tra le mani un fiore,
non parlava la mia lingua,
lo tenevo sì con le mie mani,
ma non capivo, forse non volevo,
perché dentro di me e nel mio cuore ci sei tu.
La pioggia sembra non finire mai,
decisi forse era meglio tornare a casa,
mi accorsi d’aver ancora quel fiore,
cosi lo misi in un vaso con dell’acqua,
il suo stelo era curvo
e i petali un po’ provati, lo guardavo tutti i giorni,
pensavo di capire quel che voleva dirmi,
cosi un giorno
mi convinsi a visitare la sua terra d’origine,
mi diceva, li sentirai il mio profumo,
e la tua voce sarà la mia, cosi potrai capire, il mio pensiero.
confuso, partii per le nuove terre,
sessanta giorni per capire, sessanta notti per sognare, mille e venti pensieri che parlano di te, stella del mare del sud.
Il cuore innamorato fatica nel sentire nuove voci.
Sono di nuovo a casa,
tra le mie cose, sulla scrivania ho ancora quel fiore,
lotta per farsi capire,
ma sa che di mal di cuore non si guarisce in soli sessanta giorni.
In poco più di qualche mese ho girato e rivoltato la mia vita,
ho camminato a testa bassa, per trovarmi
e trovare il mio fiore bianco.
E gioia della vita,
in un vaso dimenticato nel mio balcone, oggi, un giorno di fine estate,
e germogliato il mio fiore bianco.
Mi racconta molto di te, delle tue paure, dei tuoi pensieri.
Questa notte lo porterò con me, nel mio mondo,
e sono sicuro che il suo profumo mi avvolgerà
regalandomi la gioia d’averti ancora tra le mie braccia.
Te quiero mucho…………………………………Marco
autore: Marco50.mi
Questa poesia è stata scritta da , il 20 ottobre 2011 at 23:44, nella categoria: marco50.mi. Lascia un tuo commento qui
Ieri era una bella giornata, il sole scaldava il mio viso.
La città vestiva nuovi colori,
L’acqua del mare mandava un luccichio abbagliante, che riempiva il cuor mio di felicità.
Nel vicino parco i papà giocavano con i loro bimbi, le risa riempivano l’aria di gioia.
Che bello dissi basta cosi poco per essere felici.
Assorto nei miei pensieri, ripresi il mio cammino.
La vetrina di un negozio attirò la mia attenzione.
Che strano dissi, quell’oggetto esposto non mi è nuovo lo conosco.
Entrai incuriosito per chiedere informazioni, il commesso mi disse che era un semplice metro.
Con la caratteristica delle due misure in cm/inch, rimasi sorpreso.
Un pensiero passò veloce nella mia mente, riguardava il sogno fatto nella notte.
Ricordo che vagavo in giro per la città ero confuso dovevo fare delle misure.
Ma non riuscivo, non sapevo cosa dovevo misurare.
So solo che continuavo a pensare a te piccolo grande amore mio.
Eri lì nel mio sogno, una figura gigantesca fronte a me.
Ho comprato quel metro, il commesso ha assicurato che potevo fare il giro del mondo.
Talmente è grande la sua unità di misura.
Rientrai a casa, mi misi seduto sulla poltrona.
Continuavo a pensare al mio acquisto.
Così mi addormentai, sei comparsa tu, ridevi.
Mi dicevi ora sai cosa devi fare,
Avevo con me il metro, e lì per lì non capivo.
Ma piano piano cominciava a srotolarsi da solo leggevo i cm correre.
Erano interminabili.
Cosi prima che arrivasse alla fine, comparve una scritta.
“ non esiste, unità di misura al mondo per misurare quanto sia immenso l’amore che ho per te”.
Mi svegliai bruscamente corsi al telefono.
Ma non era il tuo pronto, non era la tua voce.
Sconsolato, Mi rimisi seduto,
Nella mia mente passa una vecchia rima che la mamma raccontava.
“cadono le foglie, restano le spine, l’amore mio per te non ha mai fine”.
TE QUIERO MUCHO
autore: marco50.mi
Questa poesia è stata scritta da , il 24 settembre 2011 at 22:40, nella categoria: marco50.mi. Lascia un tuo commento qui
SERENATA & D’AMORE
(Marco & Angie)
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Cresciuto è il nostro amor, Dì dopo Dì
Senza mai lesinar al tempo
Or lontano i nostri cuori, sono.
ho! Battito mio come acceleri
Sofferente tu sei
Dimenticar non voglio
La luce dei tuoi occhi, che A fonda notte, ancor nel ciel risplende.
L’eco della voce tua
Riempie l’aria che respiro
Il tuo dolce sorriso
Colma il cuor mio di gioia.
ANGIE, Piccola
grande Donna del sud
Forte ma cosi tenera e dolce
Ogni dì
Il mio sguardo, cerca il viso tuo
Ogni dì, i tuoi occhi
Cercano in me il calore che il sole dar non sa.
ANGIE,
grande Passione del mio cuore
Il suo battito, è un canto d’amore, che smettere non sa.
ANGIE,
Compagna dei miei sogni
Dolce come sempre
Al sorgere del nuovo dì
Suoni il tuo canto d’amore per me.
Autore Marco50.mi
Questa poesia è stata scritta da , il 20 agosto 2011 at 00:36, nella categoria: marco50.mi. Lascia un tuo commento qui
……COME UNA FALENA
Chi fa battere il mio cuore come un tuono
Chi fa aumentare la sua temperatura
Chi mi fa tremare,
con lo sguardo
ardente dei suoi occhi,
e rapina il mio cuore,
avvolgendomi
col suo meraviglioso amore
Una volta ero libero come uno zingaro
Una creatura troppo selvaggio da domare
Poi, all’improvviso, ho conosciuto lei
E mi hai catturato,
come una falena nella fiamma
AMORE… è il suo nome
Le sue labbra mi hanno fatto prigioniero
Uno schiavo ad ogni comando
Mi affascina quando prendo la sua mano
e il mio cuore si inebria
ad ogni sua carezza
AMORE…..è il suo nome
to love so forever
Autore: Marco50.mi
Questa poesia è stata scritta da , il 3 agosto 2011 at 18:22, nella categoria: marco50.mi. Lascia un tuo commento qui
La scala della vita…
(“grido di ribellione” d’una donna che…..nel suo silenzio ha venduto la sua anima)
Quanta gente, forse troppa, pensa che la vita è una corsa.
Chi arriva prima vince,
Chi non guarda nessuno,
A spintoni si fa largo, per andare avanti, calpestando tutto e tutti.
Quanta gente credendo di fare le cose perfette (solo per suo interesse) decide della vita degli altri, lasciando poi dei segni indelebili in loro.
Io la penso in altro modo e desidero conoscere i suoi valori in modo naturale.
—————–
Penso che la vita, così come la vedo io, è una scala.
Va salita un gradino per volta, in ognuno di loro, se lo vuoi trovi il giusto valore.
Lei ti seguirà per tutta la vita
così comincia “il grido di ribellione d’una donna che”………
come tanti, ho corso, chissà forse mi hanno fatto correre.
Dimenticandomi della mia identità di donna, di persona che sa fare, capire, intendere e volere.
A volte ho calpestato la mia intelligenza, lasciando che l’altra persona decidesse per me.
Oggi, dico no, non è bello vivere così.
——————
Fino ad ieri pensavo d’esser arrivata, ma se penso alla scala.
dico…. Sono su un gradino instabile e insicuro.
Mi sono voltata indietro per leggere il mio passato, e dico a voce alta;
Dio mio quanti ne ho saltati In così poco tempo.
——————–
Sono, sul quarantaduesimo gradino, ed è barcollante.
Privo dell’amore che dentro di me ho sempre sognato.
Trema, è insicuro, mi sento cadere, ma si dico sono forte e coraggiosa.
Cerco di restare in piedi, con la speranza di dare sicurezza al mio gradino.
finché…..
Finché un giorno un semplice click, illumino il mio giorno.
Mi disse solo “ciao, scusa devo solo lasciarti i saluti di un amico in comune”
Ho capito che era un ciao speciale
e giorno dopo giorno…………
Con dolcezza, ho sentito il calore, della sua mano, vicino alla mia, e piano piano, l’emozione saliva sempre più.
Mi spostai, come volessi chiudere la mia in un pugno.
Prima che questo accadesse, il suo palmo era già sul mio.
Rimasi ferma impotente, e il suo calore cominciava a scaldar il mio cuore.
Stringeva con dolcezza sempre più forte la mia mano.
Saldandola alla sua.
—————————
Così che mi ritrovai, Mano nella mano, insieme a RISALIRE, la scala della vita,
Mi accorsi subito che in ogni gradino ci sono delle scritte (nel mio passato mai le ho lette).
Il primo dice
“LA CONOSCENZA”
Abbiamo passato ore, lì per raccontarci di noi, dirci cose mai dette, guardandoci dentro gli occhi fino a scendere, nell’intimo del nostro cuore, ricordo, che passò una notte intera, a ridere.
Talmente forte è la nostra voglia di stare insieme che l’aria intorno a noi si carica d’energia. Quella notte ricordo….Che ridere, i nostri cell. Si accesero insieme illuminando il buio intorno a noi, spaventandoci, che risate ci siamo fatti.
La voglia di stare insieme è tanta che in un batti baleno ci siamo trovati nel gradino più alto.
La scritta dice
“AMICIZIA”
Sì quella vera, un vero amico alimenta i tuoi sogni, non ti abbandona nel momento del bisogno, e gioisce della tua gioia, partecipando alle bellezze della vita che giornalmente ti regala.
La voglia di salire sempre più su, è tanta, non riuscivo a frenare. Nel mio passato mai ho provato una sensazione così.
La sua mano, era sempre, ben salda alla mia.
Così, salimmo ancora, più in alto, le scritte sui gradini, erano sempre più chiare. Così ci trovammo.
“LA CONFIDENZA”
Bello stare su questo gradino significa avere una persona su cui puoi contare, fidarti nel dire le cose che hai dentro, e che mai avresti detto a nessuno.
….. uno però lo tengo ancora per me, (ho voglia di chiamarti amore mio),
Voglio andare avanti e salire ancor più su, così…..
Salimmo, pensavo che meraviglia, sapere che non corro nessun pericolo, mi afferravi la mano con la tua sicurezza, ed io ti seguivo, senza paura, senza pensare, senza mai voltarmi indietro, il mio cuore volava, e volevo salire sempre più alto. Ci trovammo su un altro gradino.
“IL RISPETTO”
I fantasmi del passato sono affiorati in me, intristendomi, ma la tua mano scalda come sempre il mio cuore, allora…..niente sbandate, solo cose fatte bene, nel rispetto di tutto e tutti, tante cose ci sono da sistemare e con intelligenza si mettono nel giusto posto, dandole il valore che meritano.
La mia voglia è di salire ancora, e conoscere tutto, fino in alto.
Così salimmo ancora fino a trovarci, Su un gradino stupendo.
“INNAMORARSI”
Dio mio come e facile farlo, tu che mi hai fatto conoscere i giusti valori dei primi gradini,
sono qui con te, dentro il tuo abbraccio, il tuo sguardo è talmente caldo, che fa arrossire il mio viso, il mio cuore scoppia dall’emozione, il desiderio di sentire le tue labbra sulle mie è talmente forte, che…
Si chiudono i miei occhi, aspettando di sentire il tuo fiato, che si lega al mio.
Con un filo di voce finalmente ti sussurro.
Amore mio, amore mio, amore mio.
Volgemmo lo sguardo nel cielo,
Come se volessimo cercare chissà che.
Penso che ad occhi aperti, abbiamo sognato, il cammino per trovare il nostro paradiso.
Bello pensavo salire sulla scala, insieme a te.
Cosi mi trovai sul gradino della
”COMPLICITA’”
Penso che la complicità nasca dal vero interesse che si ha nei confronti dell’altra persona..
Se la reputiamo una buona amica/o…bisogna solo non dimenticare chi siamo, cioè persone che amano la schiettezza, il dialogo (perciò cercare di parlare di tutto per conoscersi ) capire come ragiona l’altro, rispettarlo e trovare quel feeling che ricerchiamo….”complicità” vuol dire impegnarsi a trovare un equilibrio nel dialogo, per poterci anche sentire noi stessi, liberi di dire ciò che pensiamo senza sentirci derisi e giudicati!!! questo è importante..
.————————
sto crescendo, gradino, dopo gradino, e il mio essere, ha già una nuova, identità e personalità.
Ho voglia di salire, ora sono io che ti tiro su, tenendo stretta sempre più la tua mano, e finalmente.
ci siamo. leggo la scritta
“DONNA”
Sono rinata donna, con te, piccolo grande amore mio, il giorno del mio compleanno.
Quel giorno mi hai messo di fronte, tutte le avversità, e le difficoltà della vita.
Ho pianto, riso, gioito, e in fine brindato insieme, levando al cielo i nostri calici pieni del nettare.
del nostro amore.
—————————
So bene che ci sono tanti gradini da salire, e penso che la scala della vita mai finirà, fin che vita avrai, ti seguirà sempre, è la tua ombra, e lei che t’insegna a vivere, nel rispetto delle persone e delle cose di loro.
Lunga è la strada da fare, piccolo grande amore mio.
oggi….. voglio dirti grazie per avermi ridato la gioia.
di sentirmi………………………. DONNA.
(prima parte)
ps. cara amica/o non pensare che scriva la seconda parte, se ti guardi intorno quella parte e li con te , fa parte di te, è la tua scala, non ti lascerà mai. E se ancora non la conosci, fermati un attimo e pensa. Forse sei ancora in tempo per modificare la tua vita.
AUTORE: MARCO50.MI
Questa poesia è stata scritta da , il 1 agosto 2011 at 18:32, nella categoria: marco50.mi. Lascia un tuo commento qui
LUCKY
(canto d’amore d’un canarino)
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Che triste canto ho fatto per te mia piccolina.
Nel mio piccolo mondo, invano ti ho cercato.
Giorno dopo giorno, speravo di vedere, all’orizzonte.
Le tue piccole ali in volo verso me.
Ma…….oggi la mia ugola non canterà più.
Un giorno quando poco più
D’un pulcino, cominciai a usare il mio piccolo becco.
Alla ricerca della vita intorno a me……
Che bello! dissi, vedevo il cielo! altri piccoli come me cinguettare.
Mi sentivo felice, e pensavo che presto potessi spiccare il primo volo verso il mio destino.
Ma ancora, esile e ignaro, un giorno, la grande ombra copri il mio cielo.
Una mano afferrò il mio piccolo giaciglio
Portandomi via con se, pensai ad una nuova dimora.
Forse lì mi sento al sicuro,
Che strano dissi,
Non vedo più il mio cielo,
I colori dell’arcobaleno
Ma solo lunghe stecche di ferro
Che limitavano il mio volare.
Ogni dì la grande ombra, mi chiedeva un sì.
Ma io so solo cinguettare,
Cosi un giorno mi mise nella tasca della sua giacca.
E mi portò in chiesa
Mi sentivo male, volevo volare via, così cinguettai talmente forte.
Che dalla mia ugola usci un sì.
Mi portò nella nuova casa, pensavo forse li potrò volare, saltare.
Canterò forte in modo che tu mia piccolina possa sentirmi ovunque tu sia.
Ma Niente cambiò solo stecche di ferro intorno a me.
Ma…..subito mi accorsi,
Che eri già li, le tue vesti di giallo, colore.
Mi mettevano allegria
Camminavi fronte a me,
Ti cantavo lodi d’amore
Ogni qual volta sentivo il tuo passo.
Ti avvicinavi chiamavi il mio nome.
Lucky, Lucky
Guardavo i tuoi occhi piccolina
Così grandi, neri, spesso tristi
Capii che anche tu sei prigioniera del tuo piccolo mondo.
Canti come me, con amore,
Ma non sai volare.
Non lasciare che il tuo canto si perda al vento.
Non lasciare ha quell’ombra la tua libertà.
Spiega con la forza che possiedi, le tue ali.
E lascia che il vento le gonfi spiccando il volo verso la vita.
Non smettere mai di cantare, mai…..
Non permettere a nessuno d’oscurare il tuo sole, il tuo arcobaleno, Il tuo amore.
Io piccolina lo permesso, e ora…. non canterò mai più.
Con amore il tuo Lucky
Autore: Marco50.mi
Questa poesia è stata scritta da , il 17 luglio 2011 at 11:11, nella categoria: marco50.mi. Lascia un tuo commento qui
IL VECCHIO SAGGIO

Hai mai sentito la pioggia cadere nel tuo cuore,
qualcuno ti ha ferito, lacerandolo
apri gli occhi e amami
E non lasciare che la tua vita.
Sia come gli altri
Hanno affermato che tutto è dovuto
Tu sei donna amorevole, col cuore di ragazza.
Ama il tuo vecchio saggio.
apri gli occhi per amarmi
ogni volta che sei sola.
Se hai bisogno di una spalla
e hai bisogno di qualcuno
Che asciughi la tua lacrima
Cara, tu corri da me.
E quando sei fuori al freddo,
con nessuno al tuo fianco, e nessuno che tiene la tua mano
Il vecchio saggio è lì con te
Apri gli occhi per amarmi
E quando non hai niente da perdere,
nulla da pagare, niente da scegliere,
e hai bisogno di qualcuno,
cara, tu corri da me.
Il tuo vecchio saggio
Autore: MARCO50.mi
Questa poesia è stata scritta da , il 15 luglio 2011 at 13:03, nella categoria: marco50.mi. Lascia un tuo commento qui
LA MIA NOTTE
Ogni notte sono lì
Sono sempre lì, tu sai che sono lì.
E solo il cielo sa
Quanto spero di vedere il tuo dormire.
No, non Faccio fatica a capire,
L’amore dei tuoi occhi.
Sai che sto piangendo ora!
La notte lontano da te,
Il mio cuore si rompe dalla sofferenza.
Tu sei tutto quello che voglio
Così, dico nella mia preghiera
sei la stella più grande che brilla nella notte.
Il sole che fa il nuovo giorno,
E illumina la strada.
E quando quella stella passa
Io l’afferro in mano e grido
Il suo amore è mio,
Il mio sole splenderà
Illuminando il mio cammino verso te.
Autore: Marco50.mi
Questa poesia è stata scritta da , il 12 luglio 2011 at 00:06, nella categoria: marco50.mi. Lascia un tuo commento qui
Caroline,
(breve storia di un grande amore in terra straniera)
la prima volta che la vidi, il mio pensiero cominciò a volare.
Chi ha preso il tuo sorriso, Chi ha spento la luce dei tuoi occhi.
Queste e mille domande mi son posto.
Tutte le mattine in ufficio i nostri sguardi si intrecciavano.
Il caffè era un rito, a pranzo, quasi sempre insieme.
Spesso mi prendevi in giro, per come parlavo la tua lingua.
Ero felice nel vederti ridere.
Per motivi di lavoro, passammo una settimana insieme.
La nostra meta era un ranch
Cosi fu che una sera sotto il cielo stellato ho preso la tua mano.
I tuoi occhi pian piano ripresero a brillare.
Il tuo sorriso ancora timido mi regala strane emozioni.
Sentivo battere forte il mio cuore, La tua fredda mano si strinse alla mia.
Non parlammo per qualche minuto, Continuammo a camminare.
Dentro di me avevo voglia di stringerti al mio petto.
Ti baciai una carezza sul viso, e continuammo a goderci il magnifico cielo.
Da quella sera ……..
Caroline
Dai lunghi capelli biondi al vento
Occhi azzurri, pieni d’amore….
Correvi incontro felice
Non appena mi vedevi arrivare
Mi tenevi stretto, e dicevi
I like speek italiano
Ridevo, di gioia, ti sollevavo da terra e giravamo insieme.
Mi regalavi un tenero bacio
E sotto voce mi dicevi
Italiano “i love you”
Hai pulito il mio cuore,
Liberandolo da un dardo impuro
Arredandolo col tuo fascino
Hai seminato un grande prato verde, chiamandolo “amore”.
Passiamo ore felici, giocando con Nicole e la piccola Sara.
giorno dopo giorno, m’indicavi la giusta via.
Ora è davanti a me.
Furtivamente un giorno leggendo un mio scritto (“il mio nome”.)
Ho visto scendere dai tuoi occhi una lacrima.
Ma…oggi, dirti o chiamarti amore, per me è una cosa semplice.
Caroline,
Hai il mio cuore,
E……chi ha il mio amore, ha il mio nome.
Autore: Marco50.mi
Questa poesia è stata scritta da , il 6 luglio 2011 at 22:19, nella categoria: marco50.mi. Lascia un tuo commento qui