Poesie di Eldy

ARIA DAL CIELO

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Scende aria dal cielo, porta vita..morte..sorrisi, lacrime.. . Qui nella polvere del mondo, in un giorno senza tempo, sono tornato su quella strada che porta al mare, sorrisi, abbracci,..due stelle i tuoi occhi, mute eterne promesse di amicizia.. . Disteso sulla tua sedia a rotelle.. i tuoi capelli accarezzati dal vento, guardavi lontano..inseguivi con gli occhi..traiettorie di gabbiani..eri felice nella tua semplicità..felice in quel rosso del cielo, riempito dalle voci e dalle risate degli amici.. . Mi dicesti che avevi voglia di bagnarti..il sole coceva ancora sulla tua pelle.. che fatica prenderti in braccio…mentre tutti correvano per aiutarmi… . Te lo avevo promesso quel bagno, amico mio..ti tenevo stretto..e ci mettemmo a ballare nell’acqua blù..ridevi..forse per un momento avevi dimenticato la tua paralisi degli arti inferiori.., eri felice, tutti i tuoi amici con te.. volerti bene era così facile.. . Ero venuto da lontano, chiuso nella mia divisa..ci abbracciammo quel giorno..tua madre insistette tanto per farmi restare a pranzo..poi arrivarano gli altri amici.., domenica si va al mare..e tu verrai con noi..fra le tue proteste alla fine spuntò un sorriso.. . Verrai in macchina con me..ti dissi, toglierò il sediolino vedrai viaggerai comodo.. poi il bagno è di obbligo…niente proteste.. E così fu.. . Oggi sono tornato qui,mi sono seduto sulla sabbia..osservo i miei figli giocare in acqua..come te in quel lontano giorno , osservo traiettorie di gabbiani..abbasso gli occhi e mi sembra di vederti nel luccichio dell’acqua aggrappato a me , un pò pauroso..ma felice ecco stiamo ballando senza musica, con tutti gli amici intorno…che gridano il to nome.. Biagio Biagio… ti tengo stretto.. non aver paura.. . E’ l’ultimo ricordo di te.. . Papà ma come sei sudato..hai il viso tutto bagnato..tuffati in acqua…..

Questa poesia è stata scritta da Domenico.eldy, il 7 giugno 2010 at 10:43, nella categoria: francesco7. pv:. Lascia un tuo commento qui



don ciccio ò saggu

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parte 2…….

Incominciate a capire questo.. continuò la voce di ò saggio,.. in tutta la storia dell’umanità, la religione è stata una delle maggiori cause di assassinio, tortura, mutilazione, sherno, discriminazione, umiliazione, odio e disprezzo. Oggi come oggi,le uniche guerre in corso sono guerre causate da pretesti religiosi- Gli arabi uccidono gli ebrei e viceversa.. dopo la caduta dell’Unione Sovietica, gruppi di etnie e religioni diverse hanno incominciato ad ammazzarsi tra di loro. In Irlanda e in Inghilterra cattolici e protestanti combattono fra loro e se vi documentate c’è una lista infinita di conflitti in corso, questo perchè ogni organizzazione religiosa sulla terra è progettata in modo tale da rendere più potente politicamente ed economicamente chi è a capo di questa religione… . Entrate in una qualsiasi chiesa, sinagoga o altri centri di culto.. osservate, guardate .. troverete persone prigioniere di false idee. Credono a miti come se fossero fatti storici, la loro vita viene soffocata dalla religione e si perdono a meno che non riescono a liberarsi da quei concetti religiosi imposti loro.
Una brve pausa, un’altro sorso di the, uno sguardo ai presenti fattosi ancora più numerosi.. . Tra il fumo del sigaro puzzolente che avvolgeva il viso..ò saggio continuò..Io non credo nella chiesa ebrea, nella chiesa romana, ne in quella mussulmana ne protestante ne in nessun altra chiesa che io conosca..la mia mente è la mia chiesa, tutte le istituzioni ecclesiastiche mi sembrano invenzioni umane, nate per terrorizzare e schiavizzare l’umanità. Con questo non condanno coloro che credono, hanno il mio stesso diritto di non credere..ma..per essere felice un uomo deve essere mentalmente onesto con se stesso… e se lo è ,smaschererà col suo pensiero le invenzioni della religione.
Ogni chiesa e religione si basa su una fantomatica missione di DIO, comunicata da DIO stesso solo a determinate persone. Gli ebrei hanno Masè, i cristiani Gesù Cristo, gli apostoli e una sterminata schiera di santi, i mussulmani Maometto.. ognuna di queste religioni afferma che è l’unica vera strada da seguire..perchè è la parola rivelata da DIO.. .
Don Ciccio, gridò una voce.. ma perchè tante religioni.. .
Gli occhi a palla di don Ciccio ..fulminarono i presenti..zitti gridò ci arriveremo.

Questa poesia è stata scritta da Domenico.eldy, il 4 giugno 2010 at 06:15, nella categoria: francesco7. pv:. Lascia un tuo commento qui



Don Ciccio ò Saggio

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Cari amici di Eldy, nel mio lungo viaggiare in questo mio mezzo secolo di vita, ho conosciuto una moltiudine di personaggi, strani, matti, scemi, savi, professori e saccenti.. uno in particolare con il suo modo di essere, di parlare..ha condizionato non poco il mio pensiero di vita.. Vorrei presentarlo anche a voi, forse non sono all’altezza di un cosi difficile lavoro, ma a modo mio..spero di riuscirci..ovviamente mi aspetto di essere incoraggiato.. da tutti.. ditemi, poi ,dopo aver letto queste prime battute se devo continuare , oppure fermarmi.. ma ditemelo… Signore signori vi presento Don Ciccio ò Saggio – don ciccio il saggio–

Gli antichi popoli usavano la legge del taglione, occhio per occhio dente per dente. Nella sala da thè del bar, eravamo in tanti ad ascoltare don Ciccio detto ò saggio. Don Ciccio, era uomo sulla apparente età di sessanta anni, quasi calvo, col naso a patata perennemente di color rosso violaceo, amava rintanarsi o meglio trascorreva la sua vita , coi suoi centosessanta kg di peso, su una grossa sedia di legno massiccio, in una sala del bar che noi chiamavamo sala da thè chissà per quale motivo visto che si beveva di tutto.. .Don Ciccio amava raccontare ogni genere di storie, tra una boccata ad un sigaro puzzolente e un sorso alla tazza del thè perennemente presente. Che cos’è la legge del taglione, don Ciccio, la voce di uno dei presenti attirò l’attenzione di tutti. Don Ciccio, che da questo momento chiamerò semplicemente – ò saggio- cioè il saggio, lo fissò coi suoi occhi a palla che tanto assomigliavano a quella patata di naso che si ritrovava… Ma come disse , non sapete la legge del taglione .. ma siete propeto degli asini.. . La legge del taglione è.. che se tu dai uno schiaffo a Francesco..quello te ne restituisce due.. se fai un occhio nero a Tanuccio.. , quello ti fa nero di mazzate..mo hai capito.. . Ma questo vale anche per i soldi allora, disse un’altra voce.. Vagliò – ragazzo – tu oltre ad essere asino sei pure un pò scemo.. secondo te tu mi dai mille lire ed io te ne restituisco duemila.. non è, che hai capito propeto bene come funziona la cosa..ma ne riparleremo.. , andiamo per ordine..ma vi dico subito che per capire bisogna saper ascoltare, leggere i libri quelli veri..,per cambiare le cose bisogna impegnarsi.
Mò statevi tutti zitti, non interrompete..Tanuccio vammi a prendere una tazza di thè al banco… . Nella vita, proseguì ò saggio, sembrano esserci tre cose molto importanti.. La politica, il sesso, la religione… Scarto come argomento le prime due, e quindi parlerò di quella cosa che chiamiamo anzi comunemente conosciuta come religione. Cercherò di farvi capire , con parole semplici che, la relazione tra voi il vostro spirito e il Creatore è una cosa profondamente personale e nessuno può mettersi fra voi e DIO, non i vostri genitori, non il vostro parroco, non il vostro vescovo e nemmeno coloro i quali si dichiarano rappresentanti di DIO, persone come il papa e la sua schiera di sottoposti. I suoi occhi a palla scrutavano i nostri visi attenti.. , un sorso alla nuova tazza di thè.. poi proseguì.. . Pensare che un essere vivente possa rappresentare il creatore dell’universo di fronte a noi esseri umani di questo pianeta è un’assurdità.
Il silenzio regnava nella sala, trasformatasi in una vera camera a gas , tra il sigaro do ò saggio e le sigarette dei presenti…

Questa poesia è stata scritta da Domenico.eldy, il 28 maggio 2010 at 18:00, nella categoria: francesco7. pv:. Lascia un tuo commento qui



Per chi resta..

soldato1L’ora della cena, nella grande tenda, tutti in fila col le gamelle in mano, posate, tovagliolo..un pezzo di pane..svilano davanti agl scheff di turno, nessuno parla, divise e anfibi impolverati, visi tirati, sguardi tesi..pensieri che volano confusi.. . Il silenzio è sovrano ma strano in una mensa affollata, dove di solito si ride e si scherza, si scambiano battute.. . Nessuno parla, siamo quasi alla fine di una lunga giornata, una dura e tragica giornata..qualcuno non è rientrato alla base,e non tornerà mai più..è saltato in aria, coi sui sogni le sue speranze, i suoi amori.. . In camerata la branda è vuota, c’è qualche foto attaccata..ma nessuno guarda..fa impressione..è strano per un soldato provare queste emozione, nessuno guarda..ma pensa..rivive l’ultima battuta scambiata , rivive le cose dette.. .E’ l’ultima missione, l’ho promesso a mia moglie, fra un mese sarò padre.. . Azz ho fatto una fila kilometrica per telefonare ai miei vecchi, se non mi sentono sono in pensiero.. . Quelle frasi riecheggiano nella mente.., li senti ,sono dentro di te,pesano come un macigno..ma non osi guardare quella branda vuota, quello zaino ordinatamente appeso.. dentro hai la rabbia, la sabbia in gola di un paese che non è il tuo, ma dove hanno bisogno di te.. . Stanco ti distendi nella tua branda, occhi sbarrati nel vuoto,pensi,ti chiedi cosa ha provato in quell’istante chi non tornerà mai più.. te lo chiedi..anche se sai la risposta.. . La vita è finita, si è chiusa in un attimo, nel fragore di un boato in mezzo ad un lampo di luce abbagliante.. che ha fatto a pezzi il lince..neanche il tempo di rendesene conto.. neanche il tempo di reagire ad un cosi vile attacco..la vita si è chiusa.. coi tuoi sogni le tue speranze i tuoi amori.. Pensi e qualcosa scivola rigando il viso..hai appena telefonato ai tuoi cari, li in Italia.. gli hai detto sto bene, va tutto bene , state tranquilli.. ,non hai fatto alcun accenno al dolore che ti lacera dentro.. non hai detto che fra un paio d’ore salirai su un’altro lince..e percorrerai la stessa strada maledetta.. . Non hai detto.. che hai paura, come tutti gli esseri umani, paura di morire, lo sa solo il tuo cuore..come sa che quella è la vita che hai scelto..il tuo lavoro..portare pace anche a costo di morire.
Autore.francesco.pv

Questa poesia è stata scritta da Domenico.eldy, il 20 maggio 2010 at 14:06, nella categoria: francesco7. pv:, francesco7.pv (angel.vr). Lascia un tuo commento qui



Il quadro

cavallettoTra indico e violetti..il pennello scorre veloce sulla tela bianca..sono qui in un grande mare verde, macchie rosse, colonie di papaveri, alberi con le nuove verdi foglie, rami che si intrecciano come lunghe braccia verso il cielo..macchiato di azzurro.. , colori stampati nella mente,laggiù lontano case sparpagliate tra il verde.., devo fermare le luci..le ombre..il sole modifica in fretta le cose.. . Un sole cocente, che accalora la pelle..seduto sullo sgabello..osservo, misuro le distanze..pennellata dopo pennellata qualcosa prende forma..dallo stereo in macchina ascolto la radio..pubblicità..canzoni.. notiziario.. un vero bollettino di guerra morti ammazzati  e feriti, nubrifragi , disastri ecologici.. attentati… . Altri due nostri figli sono saltati in aria , un boato un lampo di luce abbagliante..un attimo..e la vita finisce in pezzi..giovani vite spezzate senza chiedere, senza clamori..operavano in silenzio per la pace.. . Altre bare rientreranno con un aereo avvolte in un tricolore, la solita straziante scena di dolore, di rabbia,di padri di madri, mogli,  figli , fidanzate.. che non hanno forza…ne lacrime.., e le solite faccie ipocrite delle autorità, che parlano commentano diramano.. . Un nuovo disco ,vecchia musica, funerali solenni..e poi continueranno a blaterare..a scannarsi ,a stare attenti a non perdere quella poltrona su cui poggiano i loro grandi culi. Continuo a dipingere..piango in silenzio..non sono riuscito a fermare le luci..ci sono solo ombre , nel cielo quelle macchie d’azzurro..hanno lasciato il posto a nuvoloni carichi di pioggia, piange il cielo sulle miserie umane,sull’ipocrisia del mondo.. . E’  ora di andare,appoggio la tela a terra , chiudo il cavalletto, mi è caduto un pennello..era intriso di un rosso scarlatto, è caduto proprio sul dipinto al centro del cielo… …                                                                                                    
autore:francesco7.pv

Questa poesia è stata scritta da Domenico.eldy, il 19 maggio 2010 at 19:39, nella categoria: francesco7. pv:, francesco7.pv (angel.vr). Lascia un tuo commento qui



Libera e bella

Libera e bella
Ogni mattina, fra risatine e canti, la vedevo passare con le sue amiche, capelli biondi svolazzanti al vento, per occhi, due stelle azzurre, i nostri sguardi si incrociavano, per poi abbassarsi vergognosi.., le sue amiche la prendevano in giro, perché il suo viso si illuminava… e poi si voltava a guardarmi. Io ero lì nel giardino di casa, ogni volta quella tentazione di dirti ciao, il mio nome è francesco, qual’è il tuo… ma poi ero lì incapace di dire solo una parola, ti vedevo passare e sentivo un tonfo al cuore, e un po’ vigliacco abbassavo lo sguardo se i tuoi occhi mi scrutavano…  Erano i giorni della primavera, quel mattino indossavi una maglietta con su scritto libera e bella, bella davvero dissi… ma libera… stranamente avevo parlato con te…. tu mi sorridesti fissando i tuoi occhi nei miei…, poi abbassasti il capo…senza rispondere…ma quel sorriso aveva parlato per te, fu cosi…giorni dopo, su quel prato in riva la fiume, seduti sull’erba, che chiedesti il mio nome ed io il tuo, sotto gli sguardi e i sorrisi delle tue amiche. Sedici anni io, quindici tu…ti presi la mano…poi facendomi coraggio riuscii a metterti il braccio sulla spalla…no… non mi aspettavo quel bacio, un puntino rosa all’inizio di una storia.. . Era un sogno…il primo bacio…sull’erba verde fra le viole in fiore… Mi piaci da morire mi dicesti, ma tieni sempre le mani al loro posto.., e scoppiammo a ridere…io non avevo mai, neanche per attimo, pensato che.. . Trascorse il tempo, arrivò settembre.., i miei si trasferiscono a Roma, mi dicesti..,il mio papà ha trovato lavoro e andremo a vivere là.., non ci vedremo più.., lo dicevi fra le lacrime…ma io non ti dimenticherò.. Come,  cosa dici..non può essere cosi.. mormoravo.. io ti seguirò verrò a Roma lascio la scuola e troverò un lavoro..io… io…. io…. .Mi lasciasti cosi…mi dicesti questo pacchettino è per te, conservalo con cura.., e scappasti via. Lo aprii con mani tremanti..c’èra una maglietta bianca con su  scritto……… libera e bella…

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Autore: francesco7.pv

Questa poesia è stata scritta da paolacon.eldy, il 17 maggio 2010 at 10:31, nella categoria: francesco7. pv:. Lascia un tuo commento qui



L’infinito.. dentro di noi…..

treno                                 
Stelle di vetro infondo all’animo,solo il rumore dei tuoi passi a tenerti compagnia, ombre che si agitano nelle pareti della mente, dove sei, dove vai.. manco lo sai, cosa cerchi..  . Le parole che parlano al cuore tacciono.. o forse non ascolti più, perso nel tempo dei tuoi giorni.Strade deserte la città, scende la sera, finestre illuminate..un alito di vento accarezza il viso, viene da lontano ha sapore di antico.. .Dove vai..un treno che ti porta via,l’anima lacerata..tu che mi abbracci sulla banchina del binario 4, la tue lacrime..io che ti stringo e le mani tremano..l’ultimo saluto dal finestrino,ti guardo sei un puntino nell’universo adesso.E fa  male quel dolore che ti assale, hai lasciato tutto il tuo mondo..fra le mani una rosa..quella che mi hai tu.. . Dove vai, che cos’è la tua vita..perchè non rispondi, non lo sai..quale sarà il tuo percorso.. Piove..il cielo buio squarciato dai lampi, tuoni come cannonate..continui a camminare..dove vai,vorresti fermare il mondo, ritornare a quel giorno..a quel bacio a quei occhi chiari che credevono in te.. a quella canzone che ascoltavamo sempre noi.. gli angeli vivono in cielo, ma tu rimani qui con me.. . Una risata echeggia nella mente..dove sarai adesso, i giorni , i mesi, gli anni hanno cancellato tutto.., eppure ero io quello che ti accarezzava il viso. Il verbo amare ,è un verbo al passato.. . Dove vai, chi sei cos’è quel dolore che tormenta il cuore.., perchè taci non lo sai più.. Ha smesso di piovere,le nuvole trasportate dal vento s’inseguono.. un’auto sfreccia veloce..una stella fa capolino..l’osservo com’è lontana e piccola..
autore:francesco7.pv:

Questa poesia è stata scritta da Domenico.eldy, il 13 maggio 2010 at 11:21, nella categoria: francesco7. pv:. Lascia un tuo commento qui



Di notte….

cinquecentoDi notte un rumore è amplificato, come i pensieri, il mondo dorme.., le emozioni sono più dense..un bacio vola lontano, oltre i confini del cuore… Tu non sei qui..con me, lontana più della luna..non posso raggiungerti io, tu nel tuo letto profumato di pulito, dietro le palpebre chiuse forse insegui ancora  un sogno, due occhi scuri, il viso di un ragazzo innamorato che sui banchi scriveva ti amo . Era il 74, amica mia e il tempo volava via..sotto cieli stellati intorno ad un falò in riva al mare, con una chitarra che non smetteva mai di suonare.., insieme ai sogni,ad un verso di una poesia.. eravamo eroi noi..chiusi in quella cinquecento..che era tutto il nostro mondo.. .Tu..coi tuoi baci..e ti tenevi la gonna..il cuore che batteva forte… . Il cielo brilla..c’è anche la luna , una luna piccola e bugiarda..sembra una abajuor sul mondo che sonnecchia.. , qui, adesso, la vita legata ad un filo.. e fa male quel dolore sordo che è sceso dentro al cuore,quelle voci che chiamano..supplicano..chiedono.., e tu sei solo un uomo.. .Non si torna indietro.. quella scelta di un attimo..cambia la vita,quante lacrime cocenti.. le senti solcare il viso, senti il sapore del sale sulle labbra..le stesse che baciavi tu.. . E’ notte , è buio anche sul mio viso..sotto l’elmetto..il cuore sembra un tamburo, lo senti amplificato nelle pareti della mente..non ricorda più quel verso di quella canzone, le note di quella chitarra.. non ricorda si confonde fra le immagini di volti..di parole dette mai.. . E’ notte.., i boati si susseguono lontano..mi riportano alla realtà..sono sporco di fango, è stato bello ritrovarti qui nel tempo e nello spazio di un momento..qui in mezzo al fango.., fra miserie e drammi umani..qui…sotto un cielo stellato..sotto una luna piccola e bugiarda .. Ti mando un bacio..amica cara..ragazza di ieri donna di oggi.
Autore:francesco7.pv:

Questa poesia è stata scritta da Domenico.eldy, il 12 maggio 2010 at 11:33, nella categoria: francesco7. pv:. Lascia un tuo commento qui



Ab imo pectore……… Ab imo pectore………

la-bella-mammola 

Ab imo pectore, dal profondo del cuore,così usavano dire gli antichi latini.. .   Ripenso a questa frase, trovata in un mio antico quaderno di scuola, sotto ,essiccata dagli innumerevoli anni ci sono i resti di un fiore..era una mammola..  . Ricordo quel mattino, in quel piccolo bar.. adiacente la scuola..erano gli ultimi giorni di un anno scolastico.. alla deriva per me.., i miei voti partivano dal non classificato, al più alto.. 4..in italiano.. . Non me ne fregavo più di tanto, sarei partito prima che si chiudesse l’anno, continuavo a frequentare solo per vederti, erano giorni , mesi, che fra noi pioveva silenzio..tu al primo anno di stenodattilografa ..io..dopo il liceo artistico.. al primo anno di tecnico pubblicitario.. . Ci conoscemmo nel bagno, luogo comune a tutti per fumare una sigaretta.., il tuo viso un ovale da regina con quei capelli a riccioli che gli cadevano su..e quei tuoi occhi che dicevano avversione, compassione e odio tutto in uno. Eri bella, bella davvero, mi chiedesti una sigaretta..io te la offrii.. era una nazionale senza filtro, le sigarette dei poveracci come me.. . Che schifo fumi.. mi dicesti..,forse avevi ragione… a pensarci adesso. Ti mandai a quel paese senza pensarci su.., ma non volevo, credo fu solo una reazione..ad un tipo snob, come ti reputavo. Poi quel giorno..quei tizi..una mega rissa..tu che insieme alle tue amiche spaventate guardavate da lontano.. erano dei bulli, volevano  soldi e le sigarette.., io avevo solo difeso quello schifo di nazionali che fumavo… . Andai in bagno a lavarmi la faccia insanguinata, cercavo qualcosa per asciugarmi..mi girai, e tu eri li pronta con il tuo fazzolettino profumato a fiori.., mi guardavi non so come..poi mi dicesti tieni su la testa che ti sanguina il naso.. , fu così che incominciò fra noi.. tutto era bello , tutto era colorato.. stavo bene con te.. , ore e ore ad aspettarti sotto casa, scendevi.. un bacio veloce..un’istante insieme..ci vediamo domani a scuola mi dicevi.. . Poi, fu una domenica.. ,andai in macchina con degli amici.., forse loro lo sapevano..mi portarono sul viale, fu li che ti vidi..camminavi mano nella mano con tizio..dietro di te i tuoi genitori.. Sorridevi , sembravi felice.. fu li che il mondo mi cadde addosso..nonostante gli amici facevano di tutto per tirarmi su..non venni più a scuola..per quasi un mese..non uscivo di casa per paura di incontrarti..ecco..provavo rabbia, volevo fartela pagare.. ma ti amavo ancora ..come il primo giorno..che ti vidi.. . Non so perché, ma poi tornai a scuola..non avevo voglia di recuperare ci venivo solo per te , anche se non ci parlavamo..neanche un ciao.. . Facevo lo stupido con le altre, ma tutte mi davano buca.. sapevano che avevo solo te nella mente.. passavano i giorni..la mia partenza si avvicinava.., ero confuso triste, poi l’ultimo giorno ,su questo quaderno… trovai questa frase scritta da te.. Ab imo pectore… dal profondo del cuore.. c’era una mammola…c’è ancora..l’ho conservata per 35 anni.., ho paura a toccarla.. .
Autore:Francesco7.pv

Questa poesia è stata scritta da Domenico.eldy, il 6 maggio 2010 at 15:08, nella categoria: francesco7. pv:, francesco7.pv (angel.vr). Lascia un tuo commento qui



Vola gabbiano

Vola gabbiano

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Spiaggia deserta,al tramonto di un giorno qualsiasi..nei colori rosati del cielo, gabbiani si inseguono disegnado strane traiettorie.. . Il mare, riflesso di luci strane, luccichii argentei, silenzio intorno a me,che seduto su una duna osservo punti lontani, imprecisi.. .Viaggio con la mente inseguendo antiche ombre,immagini ,parole,visi  si sovrappongono. Luce di un falò, risate e una chitarra che suona..sotto una luna,piccola e bugiarda.. vista da qui. Chi eravamo noi, sogni in libertà, libri aperti sfogliati dal vento, lo stesso che accarezzava i tuoi capelli, il tuo viso, il tuo sorriso. Quale fu il mio cammino..strade inesistenti, tracciate nello spazio, non lo ricordo più, troppi i passi, su strade polverose,sotto cieli diversi, in città distanti, fra il vivere e il morire, troppa gente caduta intorno a me. Senza rumori ne clamori,, stritolati in una guerra eterna..angeli in divisa, volati lontano.. . Oggi qui, è un tempo nuovo..un vecchio guerriero, seduto si riposa..guarda più in là, la dove il cielo è il mare si uniscono in un eterno abbraccio. Penso che adesso tu sei qui accanto a me, come quella sera intorno ad un falò, sotto una coperta di stelle.. . Sorrido..un gabbiano mi è venuto accanto, lascia impronte sulle sabbia, gli tendo la mano..vola via.. .Vola gabbiano.. vola in alto dove gli uomini non sanno osare.. .

guerriero

Autore: francesco7.pv

Questa poesia è stata scritta da paolacon.eldy, il 19 aprile 2010 at 09:12, nella categoria: francesco7. pv:. Lascia un tuo commento qui



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