E’ difficile parlare ad un cuore che in questo momento sanguina E’ difficile lenire questo cuore .Nulla sembra essere di conforto :e’ troppo profonda la ferita.Ma ,forse,le parole che escono da un altro cuore,amico,vicino a tanto dolore ,poste in uno scrigno ,donate su palmo di mano,calde come un abbraccio sincero ,potranno dare un poco di calore,un alito di affetto,e accompagnare il povero cuore in questo triste cammino. Ti siamo vicino ,cara amica ,tu che hai sempre un sorriso e una parola dolce per tutti Permettici di essere ora il tuo sorriso, la tua parola dolce ,essere vicino a te imitando l’amore che tu ci hai sempre dimostrato per chiunque si rivolgesse a te Domenico,Porzia,Boba,Franci, Paola.
Questa poesia è stata scritta da , il 5 gennaio 2012 at 17:48, nella categoria: boba52. Lascia un tuo commento qui
La Traviata-Preludio, di Giuseppe Verdi
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Grazie:
hai lasciato nei miei occhi l’ultimo sguardo alla vita
Grazie:
hai lasciato nel mio cuore le tue parole
Grazie:
la tua mano ancora è sul mio viso
che mi accarezza con infinito amore
Grazie:
di avermi detto “TI VOGLIO BENE”
Grazie:
di avermi fatto questo regalo
prima di lasciarmi per sempre
Grazie:
di avermi lasciato la parte piu importante di te
Grazie Mamma!
Autore:boba52
I° anniversario
Questa poesia è stata scritta da , il 28 ottobre 2011 at 03:37, nella categoria: boba52. Lascia un tuo commento qui
ASPETTARE
Vivere e’ più’ difficile che morire..,spesso, questo si sente dire. Ma chi, come me, ha vissuto aspettando, a volte, perde il senso di ciò che sta facendo. Aspettare di diventare grande, immaginando che poi potrà agire. Aspettare l’amore, cosi poi una donna si può, finalmente, sentire. Aspettare che il tuo uomo, maturando, possa esserti accanto, come andavi sperando. Aspettare che i sogni un dì, si possano realizzare, perché ora è più impegnativo e importante il tuo fare. E. mentre. aspetti, la vita ti passa accanto, e tu non la vivi perché continui ad aspettare…e non ti accorgi quanto è più veloce di te. Tu resti indietro e, ormai, lei ti ha superato e il tuo tempo è passato. Ma improvvisamente ancora ti trovi ad aspettare, ogni giorno, ogni attimo, che il tuo tempo ancora possa arrivare. Aspetti te…il tuo sogno lontano. Aspettando la sua mano. Aspettando che, ai tuoi occhi, sia colei/ui che doveva arrivare, colei/ui che, amandoti forte è ancora qui ad aspettare un tuo cenno, un tuo si, una luce nei tuoi occhi, e che, per me, possa finalmente dire: ECCOMI, BASTA HA FINITO DI PENARE, DI SOGNARE, DI ASPETTARE… VIVI CON ME CIO’ CHE, DA TANTO TEMPO, ANDAVI A CERCARE
Autore:Boba.52
Questa poesia è stata scritta da , il 12 luglio 2011 at 04:31, nella categoria: boba52. Lascia un tuo commento qui
Il Vento
Spesso mi chiedo;Perché il vento su di me ha tanto potere? Perché, quasi sempre, mi piego al suo volere? Eppure non mi sento canna che, con la brezza del mattino, si china, non mi sento ramo cosi’ sottile che, al suo passaggio, non possa reggermi. Certo; amo il suo posarsi su di me, amo il suo passare, a volte, come brezza leggera e soave che culla i miei pensieri, a volte impetuosa, tempestosa che accende i mie sensi. Ma, a volte, odio il suo divenire, cosi prepotente da farmi mancare il fiato e, senza chiedere permesso, a turbinarmi il cuore, sconvolgendo tutto il mio essere. PERCHE’?
Perché non riesco a gridare per poterlo fermare? Vorrei far capire quanto mi fa soffrire, e che , se per lui, canna potrei anche diventare, piagandomi al suo volere è, solamente, per tutto l’amore che mi sa dare. Ma lui non mi sta ad ascoltare. lui e’ il vento, non può’ aspettare, non ascolta l’eco delle mie parole. Lui sempre avanti deve andare, fiero di se e dell’importante ruolo che riveste, da non potersi fermare un solo istante. E’ il fato che lo guida in questo suo vagabondare, e, in questo solitario cammino, abbraccia tutti, ma con nessuno rimane troppo vicino. Solo al silenzio tende la sua mano. Mentre la mia anima, continuando a non capire, si chiede del PERCHE’ di questo amore così forte che mi invade ad ogni istante che, al vento, vado a pensare.
Autore:Boba
Questa poesia è stata scritta da , il 20 giugno 2011 at 06:01, nella categoria: boba52. Lascia un tuo commento qui
LA POESIA NAIF di SIMONE PRUNELLA
Dal punto di vista dell’arte figurativa, o pittorica, senza ombra di dubbio, sappiamo quasi tutto: Ma il nostro intento, e che, in fondo, era il solo che ci interessasse, era semplicemente l’aspetto letterario e precisamente poetico. La ricerca , malgrado fatta con scrupolo e massimo impegno, non ha sortito un granché di risultati. In un primo momento di grande delusione e di smarrimento, abbiamo impulsivamente accantonato il progetto. Però, in seguito, riflettendo con calma e a mente fredda ci siamo resi conto che, rammaricarsi per cosi poco, non valeva proprio la pena e che, malgrado le infruttuose ricerche, noi eravamo ugualmente fortunati. Noi avevamo ed abbiamo, i lavori del nostro carissimo, nonché bravissimo poeta Riccardo. Sarebbero bastati quelli ad aprirci le porte di questa bellissima espressione poetica , come già da tanto tempo sta facendo .Comunque, grattando, raschiando e rubacchiando di qua e di la , siamo riusciti a trovare un artista , non sappiamo quanto grande, il quale oltre ad essere un pittore è anche un poeta . E senza voler togliere niente a nessuno, né aggiungere meriti per i quali non abbiamo né titoli né le le capacità per poterlo fare , abbiamo creduto giusto proporlo. ………….Comunque , non possiamo fare a meno di entrare in punta di piedi , in quella che è il vero significato del termine e in quella che hanno caratterizzato questo “movimento” artistico.
Il termine Naïf è una parola francese che corrisponde all’italiano ingenuo, primitivo. In Arte il termine Naif si riferisce ad un atteggiamento estetico-espressivo dell’artista nei confronti dell’opera e spesso indica una produzione non sorretta da una vera e propria formazione professionale o comunque scolastica. L’opera dell’artista Naïf è espressione di una creatività che non si colloca all’interno di correnti artistiche o di pensiero.
Essi seguono il proprio istinto senza seguire quelli che sono i dettami tecnici o “filosofici” delle espressioni Quindi, esprimono senza compromessi una visione realistica e poetica, fantasticando ed accentuando le forme e la realtà.
Elaborazione di: Boba.52
Questa poesia è stata scritta da , il 11 aprile 2011 at 17:00, nella categoria: boba52. Lascia un tuo commento qui
LA POESIA SUFI
Breve viaggio attraverso questa meravigliosa e poco conosciuta poesia. Alla scoperta dei suoi apparenti segreti , ai sui continui messaggi d’amore, alle visione ultraterrene e divine di questo sentimento -
La poesia dei Sufi intende esprimere l’Amore divino, la vicinanza con l’Amato o il Diletto, l’estinzione, la permanenza in Lui, il mistero che é oltre il dire oppure il senso di distacco, di separazione dall’Amato
Con versi rimati, ritmati, melodici, l’intimità più profonda ne viene toccata.
Il poeta sufi non è tanto interessato ad una letteratura fine a se stessa, egli cerca il Vero ed esprime così la sua piena realizzazione. Il mezzo per comunicare l’incomunicabile é la sua poesia. Poesia composta di parole spesso pronunciate in stato di ebrezza , di frasi estatiche inebriate da un vino dolce che portano chi le pronuncia e chi le ascolta a quel limite estremo che c’è fra l’umano e il Divino, e ancora oltre, dove il sale, lo zucchero o il miele disciolti nell’acqua diventano l’acqua
I Sufi sono maestri del velamento e dello svelamento, del simbolismo e della metafora, velano l’essenza ed al tempo stesso la svelano..Essa ha origini antichissimi. Si crede che i primi ad usare questa forma di espressione poetiche furono i beduini del deserto, i quali avevano una predisposizione naturale , dovuta , anche e , sopratutto, al loro stile di vita .
Ecco alcune meravigliose poesie, tra le più note e le più amate , che rappresentano meglio la vera, la grande, la sublime poes
L’ALLEGORIA DELLE FARFALLE
Meravigliosa poesia, di Attar, grande poeta Sufi…, è tra quelle più note ed amate.
E’ importante leggere gli ultimi versi… con attenzione. Essi, a prima vista, potrebbero sembrare un po’ misteriosi, ma poi, invece, rivelano ai nostri cuori il messaggio che il poeta ha voluto inviarci…
Il messaggio, infatti, stavolta non appare tanto sibillino ma, volendo, è suscettibile tuttavia
di diverse altre interpretazioni.
ALLEGORIA DELLE FARFALLE
di Attar –

Una notte le farfalle si riunirono
in assemblea, volevano conoscere
che cosa fosse una candela. E dissero:
“Chi andrà a cercar notizie su di essa?”
La prima andò a volare intorno a un castello
e da lontano, dall’esterno vide
una luce che brillava. Tornò
e con parole dotte la descrisse.
Ma una saggia farfalla – presiedeva
lei l’assemblea – le disse:
“Tu nulla sai”.
Ed un’altra partì, si avvicinò
arrivò sino a urtare nella cera.
Nei raggi della fiamma fece svoli.
Tornò, raccontò quello che sapeva.
Ma la farfalla saggia disse: “Tu,
tu nulla più della prima hai conosciuto”.
Un terza si mosse infine, ed ebbra entrò
battendo le ali forte nella fiamma
tese il corpo alla fiamma, l’abbracciò
in essa si perdette piena di gioia
avvolta tutta nel fuoco, di porpora
divennero le sue membra, tutte fuoco.
E quando di lontano la farfalla
saggia la vide divenuta una
cosa sola con la candela, e tutta luce
disse: “Lei sola ha toccato la meta, lei sola sa”.
Chi più di sé è dimentico
quello tra tutti sa.
Finché non oblierai
il tuo corpo, la tua anima,
che cosa mai saprai
dell’Amata?
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UN MIRABILE ESEMPIO DI POESIA SUFI…
dove la sua poetica scavalca ogni barriera culturale e religiosa
Se il Cielo non fosse innamorato
Jalaluddin Rumi *
Se il cielo non fosse innamorato
il suo seno non sarebbe dolce.
Se il Sole non fosse innamorato
il suo volto non brillerebbe.
Se la Terra e le Montagne
non fossero innamorate
nessuna pianta germoglierebbe
dal loro cuore.
Se il Mare non conoscesse l’amore
se ne starebbe immobile
da qualche parte.
Se il Cielo, le Montagne, i Fiumi e
ogni altra cosa nell’universo
fossero egoisti e avidi
come l’uomo e come lui cercassero
di conquistare e accumulare cose per sé,
l’universo non funzionerebbe.”
Jalal Al-Din Rumi,
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MORIRE D’AMORE
di FARID
Nel nostro linguaggio usuale sentiamo spesso l’espressione “morire d’amore“. Molto nobile ed universale è però la sua origine e qui… in pochi versi ci viene poeticamente e genialmente descritta
L’Amore… il vero Amore… non è spensieratezza…ma assoluta dedizione… di sé… ed oltre sé…
E’ la totale intima unione di anima e corpo degli Amanti al punto di diventar una cosa sola…
L’inizio dell’Amore, infatti, non è forse ansia… paura… perdimento di sé?
E la fine dell’Amore…non ci appare davvero come la perdita di una parte di noi…
come un morire?
Se non sei pronto a morire per il tuo amore…allora… il tuo è… proprio Amore?
Una verità assoluta e profonda, un insegnamento universale ed eterno ci giunge dai versi rivelatori e folgoranti di questo poeta mistico di quasi mille anni fa.
Ibn al-Fàrid (1181-1235)
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MORIRE D’AMORE
E’ Lui l’amore! Vive solitario perché
il suo riposo è fatica, un male il suo
inizio e la sua fine una morte.
Se vuoi vivere felice, sii martire d’amore
se no lascia l’amore a quelli che sanno
amare. Chi non muore davvero del suo amore
di vivere d’amore non avrà la ventura.
Elaborato da :boba. 52
Questa poesia è stata scritta da , il at 16:59, nella categoria: boba52. Lascia un tuo commento qui
IL “DinAnimismo”
(Movimento Poetico/Artistico Rivoluzionario Delle Anime), fondato dal poeta e scrittore Zairo Ferrante, è stato già ufficialmente
riconosciuto come avanguardia da una parte della critica letteraria, raccoglie le opere e vanta le collaborazioni ed il sostegno di numerosi Artisti (Alcuni anche molto noti) sia Italiani che Esteri ed ha come obbiettivo quello di riavvicinare l’Arte e specialmente la Poesia all’Uomo, in quanto pura ed essenziale voce della sua Anima. Il movimento si prefigge di divulgare una poetica ed una produzione artistica ispirate a principi di matrice ” romantico-umanistica “, con lo scopo di sostenere ed accompagnare l’Uomo in questo periodo di transizione “futuribile”, caratterizzato da enormi cambiamenti e scoperte tecno-scientifiche che, se non saggiamente “adoperate”, possono, in un certo senso, privare la Società della sua più grande conquista, che s’identifica con l’acquisizione del”senso critico”.
Dinanimismo è un termine nato dalla crasi delle parole “dinamismo” ed “anima”, per cui è possibile intenderlo anche come moto introspettivo dell’Anima da contrapporre alla dilagante superficialità dei nostri giorni.
Il dinanimismo ha solo ed esclusivamente un carattere culturale-artistico-letterario, pertanto, in linea con una promozione culturale “trasversale” e “paritaria”, è aperto a Tutti, non è riconducibile a nessuna fede politico-religiosa e non risponde, in alcun modo, delle azioni e decisioni politiche, religiose e culturali degli artisti che, in modo diretto o indiretto, ne possono far parte.
Inoltre, onde evitare spiacevoli malintesi, si possono considerare “ufficialmente” dinanimisti solo ed esclusivamente gli Artisti e Scrittori che – in modo aperiodico, gratuito, consenziente e non vincolante – sono stati presentati sulle pagine ufficiali del movimento. Pagine tutte riconducibili al seguente link: http://e-bookdinanimismo.myblog.it/
Sulla cattiva strada
Dedico questa a chi ruba il pane, al barbone dietro l’angolo, a chi vive ai margini di un semaforo, a chi vende il proprio corpo per
sopravvivere, a chi – malato di solitudine – si droga per curarsi, a chi vive in ginocchio, a chi è sudicio e per strada viene scansato…a tutti gli “amici” che, a causa della mia ipocrisia, hanno scelto la loro personale “cattiva strada”.
Ma posso davvero essere sicuro che sia stata una scelta peggiore rispetto alla mia “buona strada”? (Zairo Ferrante)
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L’uomo robot
Vaga l’uomo-robot
in questo inizio
di millennio ma
fine di progenie,
vecchia e superata.
Vola l’uomo-robot
tra aurore siderali,
porte temporali e
ruscelli radiopachi
d’intelligenze neocreate.
Tra molecole di bario
al vento regalate,
vive l’uomo-robot,
che si nutre della scienza
a trasmissione ultravioletta.
Combatte l’uomo-robot
con tiranni sanguinari,
che han per padre
il dio danaro e per
madre il gran mercato.
Sopravvive l’uomo-robot
in questa fine di progenie,
in questo inizio dell’eterno.
Tra più soli artificiali e
viaggi interspaziali.
Ed insegue l’uomo-robot,
la sua anima ormai ceduta
ai diavoli mascherati,
con promesse ben’agghindate
per un futuro immacolato.
E si dispera l’uomo-robot
per la sua anima che ha perduto,
per la ricchezza vanificata,
ché solo un robot – e non un uomo -
all’eterno ha consegnato.
A ME CHE SON DI-VERSO
(inedito)
A me che son di-verso
qualche verso mi decanto,
per sberleffo
e dis-canto del normale.
A me che sono gay
quando, solo, cerco e trovo
la carezza di un amico.
A me che sono cieco
quando, forte, chiudo gli occhi
nell’amore della Donna,
assaporando quel suo bacio.
A me che sono down
quando, perso, nell’abbraccio di mia madre
dolcemente allungo gli occhi,
che si perdon’in un sorriso.
A me che son barbone
quando, al freddo, d’una panchina
mangio pane e bevo birra.
E decanto qualche verso
a Chi semina parole
per il mondo degli Uguali.
A Chi in silenzio,
per amore del di-verso,
si vergogna del normale.
E SCORRONO I POETI
inedito di Zairo Ferrante
E scorrono i Poeti
come fiume argento vivo
a perdersi nel mare.
Molti sono già passati
Alcuni sono passanti
Qualc’altro, e questo sono io,
è morto giovane.
E frugano i Poeti
tra le lacrime della gente.
A loro poco importa
quando piegano,
a fatica,
le parole nel recinto d’una pagina.
Ed ecco ché li deridono,
quando parlano i Poeti.
Perché non sono nulla
se si esclude la loro voce.
Perché contano meno,
quando in silenzio,
della gente
un poco…,
portan la Croce.
Dedicata ai Poeti, a Chi fa poesia, a Chi
la poesia la vive nel silenzio del Cuore.
*Quadro: “Mendicante” di Carofalo Vincenzo
GIARDINO
(inedito)
Meandro, anfratto,
estratto sublime
di vita passata.
Vissuta.
Nelle pieghe
d’una solitaria
realtà.
E’ fantasia,
che una Donna spiega
come viola ed elettrici
capelli, come onde
sulla spiaggia
nero seppia consumata.
Un giardino.
Luogo lontano,
realtà assai vicina,
dove il rancore
a poco a poco
si consuma
e la paura
lentamente
si dissolve.
Nelle pieghe di un
ricordo,
nelle curve di speranza,
nell’incontro di un Amore.
LA PORTA
Si chiude, resta lì ferma, sospesa.
Nel limbo degli indecisi
nel mondo degli afflitti.
Si apre, resta lì ferma, sospesa.
Naufragata in un mare calmo,
non va alla deriva,
non ritorna sulla spiaggia
come farebbe una barca senza marinaio.
Resta lì nuda, ferma, sospesa.
Come sull’orlo del precipizio,
come sorretta da un vento lontano.
Quasi cercasse conforto in una voce
quasi aspettasse l’invito a farla finita.
Invece no.
Resta lì, ferma, sospesa.
Poi si apre, si chiude e di nuovo lì,
quasi soffrisse nella sua indecisione.
Poi una mano la apre,
poi più nulla,
la stessa mano la chiude.
E solo un tonfo si infrange sul mare di silenzio,
quasi a voler ricordare quella porta cullata
dal vento e poi chiusa dall’uomo.
Come vita cullata dall’amore
e poi spezzata dal destino.
*Poesia tratta dalla raccolta “D’amore, di sogni e di altre follie” di Zairo FerranteVIAGGIO NEL SILENZIO
di Zairo Ferrante
Soltanto sospinto dal vento
io sento il suo canto
e d’incanto mi perdo nel sole.
È mattino!
LO SCONOSCIUTO
F-U-T-U-R-O: Parola veloce,
fatta di F come Effimero,
fatta di T come Troppo veloce,
veloce come il Razzo della R.
Ti travolge.
Parola, ai giorni nostri,
neppure pronunziata e già passata, vecchia.
Continuamente ci travolge, il futuro
con le sue novità, le sue comodità
e spesso con le stesse
ci spaventa.
Paura. —-
Elaborazione fatta da: Boba.52

Dal sito ufficiale di :Copyright©zairoferrante
Questa poesia è stata scritta da , il 2 aprile 2011 at 13:57, nella categoria: boba52. Lascia un tuo commento qui
In un solo momento accade ciò che nn vorremmo accadesse mai.Pultroppo, il destino è come un mare che, improvvisamente, come una furia ci sommerge e ci annulla. Coraggio ,fatti forza amica nostra ,speriamo che tu possa trovare il coraggio di nn chiedere a Dio il perche. Te l’ha tolto, ma ringraziarlo per avertelo dato. Un caloroso abbraccio da .Boba,Domenico,Tony…
Questa poesia è stata scritta da , il 4 febbraio 2011 at 12:48, nella categoria: boba52. Lascia un tuo commento qui

Questa poesia è stata scritta da , il 29 gennaio 2011 at 18:02, nella categoria: boba52. Lascia un tuo commento qui

Speranze o Illusioni
Mi sento soffocare.
E’ ormai molti mesi che vorrebbe uscire dal cuore mio,
questo pensiero.
Quante volte e lì, sul punto di sbucare,
vorrebbe poter uscire,
ma sempre poi va a morire.
Al vento vado a gridare, e l’eco, mio alleato, me lo va a riconsegnare
Ogni volta è sempre più carico di frammenti
che, lungo il suo girovagare, riesce a racimolare,
per ritornare a me, a volte terribile, a volte carico di speranza.
Basta poco per renderlo speciale,
un raggio di luce che pagliuzza d’oro appare
Raccolgo tale tesoro e, minuziosamente, lo vado a conservare,
fino a che, traboccante, mi pare possa essere, finalmente, al mio amato svelato.
Ma, ecco, che nel cielo che pareva terso,una nuvola minacciosa appare,
e, in un attimo, arriva uno scoscio di temporale,
ll mio tesoro, non è oro…solo ai miei occhi aveva un immenso valore,
sotto quel temporale, come neve al sole, scompare.
E di nuovo il mio pensiero nel mio cuore si va a rifugiare,
E’ un continuo altalenare di speranze e piccole ferite
che non oso chiamare illusioni
autore:boba
Questa poesia è stata scritta da , il at 03:45, nella categoria: boba52. Lascia un tuo commento qui