Poesie di Eldy

Cristallo

Cristallo
Oggi il mare mi ha regalato sussurandomi…
Cristallo!
Cristallo salino, salato,
s’infrange a me, in me,
liquide trasparenze,
assorbono, rilasciano,
sapori, dissapori.
Cristallo salato,
ferisce, guarisce,
ti porta lontano,
ti restituisce.
Cristallo, fragilità celate,
Cristallo che specchia,
nascoste sapienze,misteri.
Cristallo,liquido, salato,
musicante e graffiante,
penetrante all’udito silenzio.
Cristallo salino,
orizzonti vicini,
distanti miraggi,
visioni sognanti
di abbraccianti dolcezze.
Cristallo, anima, spirito,
liquido, salino
s’infrange
sui corpi, nei corpi,
di solidi corpi oscurati,
tenebrosi, pesanti sassi!
Cristallo senza lacrime,
sedante alla sera,
augurante al mattino,
ridente ondeggiante al giorno.
IL MARE…!
Autore:Costanza Castrovinci- alias: lajla

Questa poesia è stata scritta da admin, il 2 luglio 2011 at 04:29, nella categoria: costanza castrovinci lajla. Lascia un tuo commento qui



Frammenti!

 

Frammenti di frammentati
Ricordi,
come schegge impazzite
da disordine ordinato,
pervadenti illusorie realtà
da esistenze inesistenti
da parallele vite.
Frammenti disgregati
da pensieri associanti
come opposti poli di elettrodi ed elettroni.
Frammenti di frammentate
forzature di sorrisi e risa,
come sceniche anteprime e prime.
Frammenti frammentati
Di frantumato amore sprecato,
indegno,scomposto dal nulla,
come navicella fuoriuscita dall’orbita terrestre.
Frammenti frammentati
Di affrante avversità
Cedute,svendute,ricevute,volute,
come guerre lottate
da perdenti vincitori.
Frammenti frammentati da inizi finiti
Fa fine iniziato,
come primo –ultimo vagito
di finito inizio di morte.
Frammenti frammentati
Da uguaglianze diseguali,
da omologate diversità,
come animali, umani,
identiche naturalità
da unicità di generi.
Frammenti frammentati
Da comprensioni incomprese,
come conosciuti linguaggi babelici.
Frammenti frammentati
Da presenze assenti,
superficialità frugali,
come onoranti fantasmi e
tangibilità sprezzante, appestante,
distante,scostante.
Frammenti frammentati
….particelle tappezzanti…
e… la chiamano UMANITA’
Autore:Costanza Castrovinci  layla

 

Questa poesia è stata scritta da admin, il 24 giugno 2011 at 03:17, nella categoria: costanza castrovinci lajla. Lascia un tuo commento qui



LA TRILOGIA ED IL COLLANTE

Una volta “Occhi” e “Mani” decisero insieme di fare un connubio per valorizzarsi a vicenda.
Occhi aveva visto un bellissimo gomitolone di lana bianca, ma vederlo soltanto non portava a nulla così chiese a Mani di intervenire.
Mani ne fu felice e fiera di metter in atto il suo operato così iniziò ad intrecciare le maglie ed Occhi dava il suo di operato contando le maglie:
“Cinque dritti,cinque rovesci,cinque dritti, cinque rovesci….”
Filavano che era una meraviglia insieme…ma…qualcosa accadde…
Mani non riusciva più ad intrecciare le maglie..trovava sempre maglie storte e l’intreccio rallentava. Occhi guardava sempre ma i cinque dritti li vedeva al posto dei cinque rovesci …qualcosa non filava più…
Occhi e Mani allora decisero che era arrivato il momento di formare una Trilogia e chiedere l’intervento di Mente.
Mente accettò a dare il suo operato:
“Occhi ti sei chiesto da cosa è causa la svista della conta delle maglie?”
“Mani e tu cosa aspetti a sfilare le maglie e scoprire come rintrecciare?”
Occhi cercò di “pensare”a cosa aveva visto :
“ohhh adesso ricordo! Mentre guardavo i cinque dritti e i cinque rovesci vidi altro gomitolone di lana bianca”
Mani cercò di “pensare” a come aveva intrecciato:
“ohhhhh adesso ricordo! Mentre intrecciavo le maglie per non perdere tempo a sfilarle continuavo ad intrecciare le maglie storte”.
Mente, allora, continuò a rivolgersi ad Occhi:
“Occhì ,perché hai voluto guardare un altro gomitolone di lana bianca?”
Occhi pensando rispose:
“Bè sai…immaginavo che fosse diverso un altro gomitolone di lana bianca , e per questa immaginazione non guardai più i cinque dritti e i cinque rovesci e pasticciai”
Allora Mente disse ad Occhi:
“Bene Occhi è già qualcosa che hai pensato e ricordato la causa”
Poi Mente si rivolse ancora a Mani:
“Mani, perché non volevi perdere tempo a sfilare le maglie?”
Mani rispose:
“Bè…sai…avevo paura che sfilandole potessero anche scapparmi e formare dei buchi e poi…il tempo…oh il tempo…lo volevo sempre uguale, ma mi sfuggiva.”
Allora Mente disse a Mani:
“Bene Mani è già qualcosa che hai pensato e ricordato la tua paura”

A questo punto Mente inondò di “riflessione”Occhi e Mani.

“In effetti, disse Occhi, avevo già tutto il necessario di lana bianca, non avevo bisogno di altra, era proprio uguale, solo che non le davo la giusta attenzione e caddi nell’errore di credere che altro gomitolone di lana bianca potesse servire, potesse esser di riserva, potesse esser sostituito,ma …sbagliai perché avevo già  ciò che mi occorreva, che mi serviva, che non sarebbe stata una riserva ma sempre un operato presente, che una sostituzione comportava “spezzare” quel continuo filo del MIO gomitolone di lana bianca”

“In effetti, disse Mani, il tempo scorre da se, e se avevo creduto di fare dei buchi  potevo anche credere di riuscire a non farne e il tempo che credevo sfuggire sarebbe servito a riprendere le maglie scappate.”

Allora Mente passò alla fase successiva ,inondando di”soluzione”Occhi e Mani.

Occhi, rivolse il suo sguardo al Suo gomitolone di lana bianca, lo osservò come la Prima volta, lo attenzionò come aveva iniziato dal Principio, lo coccolò e lo carezzò con la stessa dolcezza che il Gomitolone di lana bianca aveva conosciuto da Occhi.
Mani, sfilò le maglie le riprendeva ad una ad una correggeva la maglia storta e poi..il buco…e poi quella scappata…e  il tempo scorreva da se…

“Cinque dritti, cinque rovesci, cinque dritti cinque rovesci…il filo scorreva dal Gomitolone di lana bianca, Mani intrecciava scrupolosa, Mente era presente, sempre presente…
La trilogia filava a meraviglia ma occorreva un qualcosa che mantecasse che fosse da collante che rendesse omogeneità:
“Sono qui, eccomi…Puff..Poff..Puff..Poff…mi sentite? Puff ..Poff…Puff…Poff…
Ed eccolo che trionfando, scalpitando, ritmando fece il suo regale ingresso il “CUORE”
Autore:Costanza Castrovinci Lajla

(lajla 22dicembre 2007 dedicata a coloro che sono affetti dalla volubilità)

Questa poesia è stata scritta da admin, il 23 maggio 2011 at 03:29, nella categoria: costanza castrovinci lajla. Lascia un tuo commento qui



ACIDA TERRA

gambia0199

Acida Terra,
zolla calcarea,
dura, crepata,
interstizi inumiditi da lacrime.
Morti chiamati
al risorgere,
al ritorno dei Sensi.
Vivi sepolti,
gettati in tombali fosse
del “non ricordo”,
debellandone i toni ed i modi.
Vapori caldi
la Zolla emana,
parole-respiri
dalle urne dei Vivi.
Vergognati  Tu!
Che piangi
le fredde nebbie
dei morti,
attendendo solida consistenza,
l’ombra dei cipressi
non ti riscalderà.
Vergognati Tu!
Che ridi,
accaldato,
 sui sepolcri di ghiacci
 scolpiti, cesellati,
per i Vivi,
“non troverai
 frescura ai tuoi bollori”.
Egoista Tu!
Sui morti e sui vivi.
Prepotenze
di esuberanti desideri,
scopi, fini ,sogni ,chimere,
aspettative.
Crudele  Tu!
che,
con pietriccio di cava
misto a cenere di Morti
che bagni con lacrime d’ira,
di rabbia, di odio, di rancori ed  astio,
imperterrito annienti
persino le tracce
delle orme dei Vivi.
Vergognati   Tu!
Donna!
delle tue impudiche astuzie,
né Dea, né Regina, né Santa,
né meriti, né onori, né pace,
né figli d’amore, né amore dell’ amore,
né ombra, né luce
sarai, otterrai, creerai, convincerai,
trascinerai.
Sei parte, disparte, di cosa di chi ?
Ingordo  Tu!
Uomo!
Di vizi, di vezzi, di strusci,
di tocchi, di fughe,
di “vischiosi umori”nutrito,
aspersorio di “seme”
di impianto fallito.
…e Tu Figlio!
Preziosa miniera,
di grezzi smeraldi
che dirti ?
Di bocca, di occhi,
di mente, di cuore
Tu Sei,
prendi la sabbia,
la più fine, dolce, morbida, delicata,
soffia su essa,
e carezzerà  i Tuoi simili.
…io “non sono”
ma fui e sarò
semplicemente un
“Suono”.

Autore:Castrovinci Costanza Lajla,15.03.2006 ore 18,00

 

 
 

Questa poesia è stata scritta da admin, il 20 maggio 2011 at 00:27, nella categoria: costanza castrovinci lajla. Lascia un tuo commento qui



ARANCIONE AFRICANO

 africa

Quando un’africana alba nascente saluta la luna
Quando un africano cielo si colora d’arancio
Quando africani cinguettii spiccano il volo
Quando il Baobab ha un frutto maturo
foto11Quando l’africano fiume è in piena
Quando l’oceano lascia i suoi doni in riva
Quando conchiglie africane risuonano canti antichi
Quando flessuose africane donne regalano la vita dal loro ventre
Quando confortevoli spalle africane di uomini arano la terra
Quando due occhi di bimbo africano scrutano tra il fogliame
Allora conoscerai il calore dell’umanità

Autore:Costanza Castrovinci lajla 18.08.2008 ore 19,34)

Questa poesia è stata scritta da admin, il 18 maggio 2011 at 05:16, nella categoria: costanza castrovinci lajla. Lascia un tuo commento qui



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