Poesie di Eldy

Sensazioni

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Strana sensazione,
sentirmi estraneo,
quì dove sono nato.
Non ritrovare i luoghi,
di tempi andati,
visti adesso solo con
gli occhi della memoria.
Vorrei tornar indietro
nel tempo, non per
nostalgia di giovinezza,
la vita è sempre bella,
qualunque sia la
stagione che attraversiamo,
ma per ritrovar le
sensazioni di una volta.
U ciavuru di sfinciuni, (1)
per la strada, oppur
sentire la classica
abbanniata di chi (2)
prova a vender
la sua roba.
I chioschi dove bere
acqua e zammù, (3)
quelli dei gelati,
variopinte tentazioni.
Cibi di strada
difficili da trovare
cose che ormai
non ci sono più,
portate via dalla modernità,
sacrificate sull’altare del progresso.
Parlo con te che puoi capirmi.
Cu ttia ,ciuri di sta terra, (4)
chi capisci nzoccu vogghiu diri, (5)
mi ritrovo a guardare
quest’album di fotografie,
dove ogni immagine
è una piccola parte di me
che è andata via.

( Dedicata ad una persona
che possiede grande forza
d’animo e sa trasmettere
una grade positività)

(1) (odore di sfincione,
caratteristica pizza siciliana)
(2) (grida dei venditori
ambulanti per pubblicitare
la merce)
(3) (acqua e anice, tipo
di liquore che si allunga
con l’aqua)
(4) (con te fiore di questa terra)
(5) (che comprendi cosa intendo dire)

autore:antonino8.pa
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Questa poesia è stata scritta da Domenico.eldy, il 31 ottobre 2010 at 00:02, nella categoria: antonino8.pa. Lascia un tuo commento qui



domani

Domani
Uno scialle consunto sulle spalle curve,
la coperta sulle gambe ferme,
mani scarne faticano ad alzarsi,
carrozzine immobili allineate al muro,
occhi fissi alla porta dove credono di vedere entrare chi oggi non verrà mentre la televisione parla: non a loro E parla, parla, parla…………
Giornate eterne passate in un lampo a pensare a come sarà il domani che è già ieri.
Fuori la vita scorre,veloce, di fretta, frenetica.
Qui non c’è fretta…. si aspetta!
Si aspetta una voce, un sorriso, uno sguardo.
Si aspetta la fine!.
Chi sei?
Domani verrà mia madre e mi porterà via da qui.
La mia casa è bella, c’è tanta luce, qui è sempre buio!
Perchè mia madre non viene?
Chi sei tu?
Le mani scarne faticano ad alzarsi per fare una carezza a chi non si conosce.
Vite vissute si trascinano con piedi stanchi senza meta verso un domani che si aspetta e che verrà
puntuale con la sua fretta di sempre : un’altra notte, un altro giorno che va silenzioso verso la fine.
verso ….quel………..domani.
anziano

Questa poesia è stata scritta da alfred.eldy, il 30 ottobre 2010 at 10:20, nella categoria: altri autori. Lascia un tuo commento qui



Tutte le volte

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Tutte le volte ti penso ed
è più forte di me,
il mio pensiero vaga in quello spazio buio
in cerca di te.,
Non ti vedo ma ti sento dentro di me
Il buio della notte non mi fa paura
so di averti con me ,
ti guardo, finalmente, ti vedo,
sei accanto a me.
Mi stringo in quel lenzuolo,
mi nascondo tra le tue braccia ,
il vuoto mi avvolge,
il freddo mi assale,
tu non sei più con me
Lasciami volare,
sempre più in alto, 
lasciami cantare,
sempre più forte, questa canzone
che parla di te .
Lasciami volare da te
Il cuore batte forte
per te
Prendi queste mani, tienili strette a te,
per l’ultima volta
come sapevi fare quando stavi con me.
Amami ancora, baciami se puoi,
io rimango da te.
Lasciami volare,
fammi venire da te.
Pensiero vola in quell’immenso cielo.
Pensiero vai incontro a lei,
il mio cuore ti vuole 
ancora  per me
lasciamoci trasportare ,
insieme,
in quell’immenso cielo
dove tutto è amore,
dove facevi l’amore con me

autore: domé

Questa poesia è stata scritta da Domenico.eldy, il at 06:00, nella categoria: altri autori. Lascia un tuo commento qui



GAMBADILEGNO A PARIGI:

 
Testo di Francesco DE GREGORI
e allora sogno’ Atene
e la sua mano da riscaldare
e la sua vita stonata,
e quel suo mare senza onde
e la riva gelata,
e allora sognò Atene
sotto una nevicata.
Guardalo come cammina,
ballerino di samba,
e come inciampa in ogni spigolo…
innamorato e ridicolo,
come guida la banda,
come attraversa la strada,
senza una gamba.
Portami via da questa terra,
da questa pubblica città,
da questo albergo tutto fatto a scale,
da questa umidità.
Dottoressa chiamata Aprile,
che conosci l’inferno,
portami via da questo inverno,
portami via da qua.
E allora sognò Atene
e l’ospedale militare
ed i soldati carichi di pioggia
e un compleanno da ricordare,
ed un ombrello sulla spiaggia
e un dopoguerra sul lungomare.
E allora sognò il tempo,
che lo voleva fermare.
Guardalo come cammina,
Lazzaro di Notre Dame,
come sta dritto nella tempesta
alla fermata del tram;
chiama un tassì si mette avanti
dai Campi Elisi alla Grande Arche,
Gambadilegno avanti avanti,
avanti marsch!1…………

Luigi 19.lc scrive:::::.Ho voluto condividere questo bellissimo testo di una canzone di De Gregori perche’mi ha molto colpito per il suo significato e per la sua linea poetica…bello anche il commento di Sandra Rizzardi..che si puo’ reperire dal web..

Questa poesia è stata scritta da Domenico.eldy, il at 05:00, nella categoria: altri autori. Lascia un tuo commento qui



ALLOWEEN

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I mostri sepolti si svegliano,
i licantropi ululano,
le streghe inforcano le scope,
e sfrecciano nel cielo,
tutto questo è Alloween.
Alloween ,adesso è una moda,
chi dice sì, chi dice no,
ma nessuno pensa ai poveri,
che non mangiano neanche,
un po’.
Alloween va di moda forza
divertiamoci,ma i soldi
chi li trova ,ma per il lavoro.
Dei ragazzi non si parla
nei palazzi.
Alloween,si dice che non è
una nostra festa,
anche al vespro il prete, il
prete a detto è la festa
del diavolo maledetto.
Alloween,tutti a ballare vestiti
di morte,ma nessuno pensa
ai morti ammazzati veri,
che tutti i giorni affollano,
i nostri pensieri.
Alloween ,scendete nelle strade,
ballate tutta notte,ma non dimenticate,
quelle poverette,violentate
e ammazzate di botte.

Alloween,ma noi poveretti
ci dobbiamo arrangiare
perciò questa volta ragazzi miei,
divertitevi ,bevendo poco o niente,
e non pensiamo a cosa ci sarà ,
quando l’indomani ci svegliamo

autore.riccardo2.co

Questa poesia è stata scritta da Domenico.eldy, il at 04:29, nella categoria: riccardo2.co. Lascia un tuo commento qui



halloween

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Incatenato da zombi,
mi son ritrovato
in una grotta buia
lumini e zucche
fanno da contorno
in questo spettrale
scenario.
Voci che giungono
dall’aldilà,
ormai sei nostroooo…..!
Tremano le mie gambe,
ma non ho paura.
Una figura mostruosa
mi si avvicina con un ascia,
rompendo le catene
ma l’essere ha
un sol occhio,
sbagliando colpisce
il mio cervello.
Sangue che scorre,
il cervello che rimbalza
tra le zucche
insanguinado tutto.
Braccia scheletrite che mi prendono
trascinandomi nei più bui inferi.
Ad un tratto una voce amica
mi giunge dicendomi…!!
Scherzetto o dolcetto ?
È la notte di
halloween.

Autore: miki

Questa poesia è stata scritta da admin, il at 00:31, nella categoria: miki. Lascia un tuo commento qui



LA MORTE NON E’ NIENTE

 

Sono solamente passato dall’altra parte:
è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non asssumere un’aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima;
pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.
Perchè dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente,
solo perchè sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore,ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace.

(S. AGOSTINO)

Dedicata a tutti coloro che piangono e ricordano…

Da parte delle nostra carissima amica Silvana1.ge

Questa poesia è stata scritta da Domenico.eldy, il 29 ottobre 2010 at 15:13, nella categoria: altri autori. Lascia un tuo commento qui



Dea dell’amore

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Un pò bambina un pò donna
nei modi che hai,
però mi piaci lo giuro
mi piaci così.
ho scritto sul mio cuore
il tuo nome
nessun inchiostro
riuscirà a cancellarlo.
Sei una donna più
che speciale,
sei musica
sei la mia fantasia
poetica.
Tu non sei nella mia fantasia,
sei una magica realtà.
Sul viso un filo di trucco,
che bella che sei.
Dea dell’amore che occhi che hai,
rimani sempre così come sei,
Sei la mia dolcezza.
Tu sei il mio aquilone
io il vento volerai con me.
Con me anche quando ti arrabbierai
per una gelosia.
Sarò il tuo diavolo nel tuo
viso d’angelo,
solo se mi guarderai
sarò con te
per sempre.

autore miki

Questa poesia è stata scritta da Domenico.eldy, il at 04:24, nella categoria: miki. Lascia un tuo commento qui



La fata

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Ricordo una piccola cosa
legata a tempi lontani
una dolce parentesi rosa
dai tratti fiabeschi ed arcani.
Era sera e con lento cammino
ritornavo felice alla cena
e pensavo all’amico destino
e alla vita ancor lieve e serena.
D’improvviso si vece davanti
una fragil mùliebre figura
era bella , con vesti guizzanti
delle quali era incerta natura.
Un mantello di foggia un po strana
che d’azzurro sfidava anche il cielo
nella sera brillava sovrana
e mostrava un dolcissimo velo.
Non parò e mi prese una mano
per donarmi un semplice oggetto
che ancor oggi ripongo in un vano
di un recondito picciol cassetto.
Dopo questo , svanì in un istante
inghiottita dall’ombre dei sogni
la mia mente era tanto distante
da miei fragili e mesti bisogni.
Che cos’era l’oggetto donato ?
Una piuma di bianco candore
per quel tempo mai tanto intonato
dell’età nel suo pieno splendore.
Giovinezza , era sì quella fata
ciò che ancora portiamo nel cuore
una dolce canzone appagata
che ha un sol nome splendente….l’amore !
Autore:francomuzzioli

Questa poesia è stata scritta da Domenico.eldy, il at 00:55, nella categoria: francomuzzioli. Lascia un tuo commento qui



Cielo Roseo

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Roseo
come le gote di un bimbo.
Nel mezzo di nuvole grigie,
non promettono nulla di buono.
Un camino acceso,
con i ceppi che ardono,
il fuoco rende la luce rosea,
bambini giocano,
ora gote rosse dal calore,
il loro vociare
scaccia le nuvole
minacciose,
lascia libero il nostro cielo, 
dove nascondiamo pensieri,
speranze, più che altro sogni.    
Autore:robbi

Questa poesia è stata scritta da Domenico.eldy, il at 00:39, nella categoria: robertadegliangeli. Lascia un tuo commento qui



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