Poesie di Eldy

BUONA DOMENICA A TUTTI da Francesca

Cari amici, voglio augurarvi Buona Domenica con questa simpatica lettera scritta da un mio concittadino. Tra il serio e il faceto, egli svela alcune verità da non sottovalutare (in certe circostanze), della terra astigiana.

 

UNA COSA O L’ALTRA

“Mia cara, ancora poche ore e ti incontrerò. La pelle ambrata, la voce calda e profonda, il profumo e i tratti sinuosi del tuo corpo, le umide labbra, quelle tue appassionate carezze: l’attesa è fremente.
Ma tu che stai facendo, caro amico contadino? Proprio ora mi offri una soma d’aj? A lei non piace l’aglio, e dovrei rinunciare ad incontrarla se cedessi alla tentazione.
Si, lo so, è la stessa soma che mi offriva mia nonna nella vigna, aglio sfregato con abbondanza su ruvida crosta di pane e basta, niente olio, salse o sapori vari.
Chiudo gli occhi e mi rivedo all’ombra dell’albero di pesche da vigna, quelle piccole che aprivo con semplice pressione delle dita per liberarle dal nocciolo, la polpa asciutta di colore rosso intenso. Oggi quegli alberi, vinti dal progresso, non ci sono più. Dalla cesta la nonna tirava fuori un bel pezzo di “biova” o “gressia” e una fisca d’aj bianca panciuta, profumata, che prontamente strofinava sul pane, Con l’aglio abbondava, sapeva che gradivo il sapore forte, e così quel pane, reso ancora più allettante, passava dalle rugose mani della nonna alle mie, che pulivo frettolosamente sui pantaloncini.


Il ricordo di quella sòma, il profumo non dimenticato delle pesche da vigna, i filari, la nonna…ed ora tu, amico contadino che mi porgi un saporito pezzo di pane, un bicchiere di giovane e spiritoso barbera e, per finire, una bianca scodella di pasta e fagioli!
Amica mia, ho deciso: oggi non c’incontriamo.
Saprai perdonarmi?”

G.R.

Cosa sarebbe stato meglio? Ditemelo voi.
Intanto vi auguro una felicissima Domenica, con aglio o senz’aglio, l’importante è che sia serena e trascorsa in compagnia (amici, parenti, fidanzati, compagni, coniugi o anche solo di un buon libro).

Francesca

di francesca, il 12 ottobre 2019 21:50. - Commenti



FERITE…..poesia di Antonino8.pa

Soffocare

Il pugno tra i denti,

un pugno da mordere,

per tentare di fermare,

lacrime che vogliono uscire,

per soffocare i singhiozzi,

la tecnica per nascondere,

la disperazione.

Il dolore ti fa compagnia,

ora è una parte di te,

un fardello da portare.

Con la mente ritorni,

ad un passato,

non troppo lontano,

ad un amore fuggito via,

portando con sé la tua vita

lasciandoti con un buco,

al posto del cuore.

Il pugno tra i denti,

per non urlare,

la tua disperazione.

Al buio,

come un animale,

a leccare le ferite,

che difficilmente,

si rimargineranno.

 

di francesca, il 9 ottobre 2019 21:03. - Commenti



IL PICCIONE……di Giulio Salvatori

 


Sono andato a trovare una mia parente, 93 anni, ma molto vivace e attiva.
Pensate che legge senza occhiali e svolge tutte le sue cose di casa e ha una grande passione per la cucina. Si prepara dei piatti semplici ma buoni come il semolino, il pan cotto, un ovetto al padellino col pomodoro, e sempre, un bicchieretto di vino buono.
Il venti di ottobre sarà il suo compleanno. So già che quando vado da lei, il mio compito è quello di ascoltare in silenzio perché parla in continuazione: devo dire di si o no e basta. Appena mi vede, mi indica la sedia poi parte come un macinino:
< Sai, fra poco è il mio compleanno, ho pensato di fare un pranzetto e invitare anche te e tua moglie. Ho fatto il conto, siamo in otto. Devo dire a mio genero se mi spenna un piccione, ne ha tanti per la caccia, così, con metà, farei un bel risottino, e con l’altra metà, lo faccio arrosto con le patate e insalata, così mi fate compagnia e stiamo un giorno insieme. Che ne dici?>
E che le dico? Cerco di convincerla che:
< Sarà poco un piccione, ci vorrà qualche coscio di pollo, un po’ di rosticciana, qualche salsiccia.>


Neanche per sogno, continua con la sua ricetta. Mi guarda risoluta:
< Ma te non l’hai mai mangiato il risotto che faccio io? E’ buonissimo. Poi, arrosto è una bontà. Vedrai che rimarrete contenti. Spero che mio genero tiri il collo al piccione. Ma è un po’ matto, ha una voliera che sembra un salotto. Sai, sono piccioni da richiamo e, non me lo regala volentieri neanche per il mio compleanno, è in società con un altro cacciatore. Vanno via la mattina presto con tante gabbiette: sono matti>
Come ho detto, sono stato in silenzio. Le chiacchiere sono infinite. Si è allungata nella poltrona e si è addormentata, ha parlato per quasi due ore, mi alzo attento a non far rumore e mi avvio verso la porta, un secco richiamo mi blocca:
< Aspetta che ti racconto questa.> Mi rimetto seduto e ascolto: < Quando mi sposai, eravamo poveri e la mia mamma mi fece il vestito bianco con l’unico lenzuolo di lino che avevamo…>
Non so perché si è spenta la luce, improvvisamente si è fatto buio. Sentivo un rumore continuo come se dalla collina rotolassero delle pietre e che una di queste mi avesse colpito uno stinco. No! Era una bastonata che mi ha dato la parente e mi sveglio scusandomi, mi ha riportato alla realtà.
Continua il suo racconto e mi prendo tutta la cerimonia dello sposalizio compresa la comunione. Si allunga sulla poltrona e ora è lei che si è addormentata. Mi alzo piano piano sperando che non si svegli e raggiungo la porta ma un grido mi frena:
< Dove vai! Ma te l’ho raccontata quella domenica delle Palme? Era una bella giornata e suonavano le campane a festa, tutta le gente del paese era sulla piazza della chiesa che aspettava iniziasse la Santa Messa….>
No! Ho già assistito a tutta la cerimonia dello sposalizio e anche al lancio del mazzolino dei fiori della sposa, non ce la faccio più.
Gli invento che mi aspettano e ce la faccio a salutarla, le dico che per il suo compleanno porterò un dolcetto, del vino e dei biscotti. Gli sorridono anche gli occhi:
< Bravo! Porta del vin santo che mi piace, guarda he sia appassito, ci zuppo i biscotti e il dolce.>


Mi fissa un po’ e comincia a contare: < Almeno otto
biscotti ci vogliono, non ne portare tanti, c’è già il risotto e l’arrosto. Ritornando verso casa, pensavo all’abbuffata di piccione che faremo.
Vi immaginate che pranzo?

Giulio Salvatori o, il Maledetto Toscano .

di francesca, il 4 ottobre 2019 22:10. - Commenti



APOCALISSE!…..di Franco Muzzioli

 
La normalità ci avvolge con la luce del sole , con la brezza mattutina e il verde frondoso dai mille toni. Il merlo canta il vespero e la luna occhieggia nella notte. Ti domandi “è vero che stiamo facendo morire la Terra ?” 
Sì …fa più caldo è innegabile , abbiamo temporali con vento e grandinate che non ricordavamo così violenti , ma come cantava Bertoli …” eppure il vento soffia ancora , spruzza l’acqua alle navi sulla prora e sussurra canzoni tra foglie  e bacia i fiori, li bacia e non li coglie …”
Ma questo vento  innaturale  disertifica , scioglie i ghiacciai , porta le polveri sottili sulle città , toglie il respiro , soffia ai 250 chilometri l’ora distruggendo ogni cosa.
Allora ascolti i giovani , le varie Grete coraggiose che gridano il loro orrore , che danno l’ultimo avviso prima che sia troppo tardi.
Poi guardi l’ultima foto sull’Indonesia pubblicata sul Corriere della Sera e ti accorgi che non è un film di fantascienza , che non è uno dei mille incendi , ma l’ultimo atto della follia dell’uomo.
Un cielo rosso da apocalisse che tinge tutto dello stesso colore  , allora ti accorgi che non è un incubo , che non è il pensiero di qualche “verde pessimista” , ma la realtà.
Leggi che un quarto delle morti nel mondo è per inquinamento e ti prende un senso di angoscia ,soprattutto pensando ai figli e ai nipoti (io anche ai pronipoti !). 
Termino con una frase di Ceronetti : 
“Ci sforziamo di conservarci in salute , per poter morire bene di radiazioni e di aria avvelenata ”     Amen 
Franco

di francesca, il 26 settembre 2019 20:37. - Commenti



L’ITALIANO? SE NON LO SAI……SALLO!!!

 

– Quando muoio mi faccio cromare. (Eccellente!)
– Di fronte a queste cose rimango putrefatto! (Che schifo!)
– Arriva il treno, hai blaterato il biglietto? (…)
– Come faccio a fare tutte queste cose simultaneamente? Dovrei avere il dono dell’obliquità! (la torre di Pisa?)
– Basta! Vi state coagulando contro di me! (trasfusione?)
– E’ nel mio carattere: quando qualcosa non va, io sodomizzo! (Stategli lontano!)
– Anche l’occhio va dalla sua parte… (Si chiama strabismo…)
– Non so a che santo riavvolgermi. (Una video cassetta devota…)
– Avete i nuovi telefonini GPL? (No mi spiace solo benzina!)
– Il cadavere presentava evidenti segni di decesso. (Ma va?! Strano)
– Prima di operarmi mi fanno un’autopsia generale. (Auguri!)
– Abbiamo mangiato la trota salmonellata. (Ancora auguri!)
– Vorrei un’aspirina in supposte effervescenti. (Quando si dice faccia da culo….)
– Vorrei una maglia con il collo a volpino. (Non era lupetto?…)
– Vorrei una pomata per l ‘Irpef. (Herpes è difficile…)
– Tu non sei proprio uno sterco di santo. (Menomale.)
– E’ andato a lavorare negli evirati arabi. (Contento lui…)
– A forza di andare di corpo mi sono quasi disintegrata. (O disidratata? Alla faccia della diarrea!)
– Mia nonna ha il morbo di Pakistan. (…)
– La mia auto ha la marmitta paralitica. (…e al posto dei cavalli ha le sedie a rotelle?)
– Verrà in ufficio una stragista per il tirocinio. (Si salvi chi può!)
– Sono momentaneamente in stand-bike. (L’attesa in bicicletta…)
– Da vicino vedo bene, è da lontano che sono lesbica.(Aiuto…)
– Mi sono fatta il Leasing al viso. (…pensavo un mutuo…)
– E’ inutile piangere sul latte macchiato. (Meglio farlo su un bel cappuccino….)

 

Buona domenica a tutti!!

Francesca

di francesca, il 20 settembre 2019 22:01. - Commenti



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