Poesie di Eldy

Per ANNA

Anna ci hai lasciato. La tua quotidiana presenza, la tua allegria ed il tuo coraggio ci mancheranno tanto.

Cara Anna8, ci hai preso di sorpresa. Siamo addolorati tutti e siamo vicini alla tua famiglia con tanto affetto.

Gli amici del bar e della poesia ti dedicano questo toccante poema,
di Charles Péguy (1873-1914)

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La  morte non è niente, io sono semplicemente passato nella stanza accanto.

Io sono io. Voi siete voi.

Quello che eravamo l’un l’altro,

Lo siamo sempre.

Chiamatemi con il nome con cui mi avete sempre chiamato,

Parlatemi come l’avete sempre fatto,

Non usate un tono solenne o triste,

Continuate a ridere di quello di cui ridevamo insieme,

Pregate, sorridete, pensate a me,

Che il mio nome sia pronunciato come lo è sempre stato,

Senza enfasi di nessun genere, senza traccia di tristezza,

La vita significa tutto quello che ha sempre significato,

È quello che è sempre stata.

Il filo non è stato tagliato,

Semplicemente perché sono fuori dalla vostra vista.

Vi aspetto. Non sono lontano.

Giusto dall’altra parte del sentiero.

Vedete; va tutto bene.

Questa poesia è stata scritta da paolacon.eldy, il 19 febbraio 2012 at 22:22, nella categoria: altri autori. Lascia un tuo commento qui



Maarìa (Sortilegio)

Marc Chagall // Vitebsk, 1887 – Saint-Paul de Vence, 1985

M’hanno stregato gli occhi,
profondo, azzurro mare,
o le labbra rosso fuoco,
che le mie vogliono incontrare.
Sarà forse la calda voce,
che diretta giunge al cuore,
la magia di un sorriso,
che riporta il buonumore.
La maarìa che fà un corpo,
mosso con grande maestria,
prende, senza scampo,
libera la fantasia.
Sei una donna ?
O forse no,
non so dare una risposta.
E così in questa notte,
con il naso in sù a guardare,
chi lo sà forse ti vedo,
a cavallo di una scopa,
nell’immenso ciel volare.

Autore: antonino8.PA

Questa poesia è stata scritta da paolacon.eldy, il at 19:41, nella categoria: antonino8.pa. Lascia un tuo commento qui



InsoMnia


Salvador Dalì

Nelle notti 
insonni
volo oltre l'oscuro
cercando l'infinito
Volti appannati
orizzonti deformi
s'affollano inquieti
Giorni passati
senza ricordi
volano lontano
Cosa mi resta
Lunga è la notte
Autore: trastevere

Questa poesia è stata scritta da paolacon.eldy, il 19 gennaio 2012 at 01:08, nella categoria: trastevere. Lascia un tuo commento qui



Il vento

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Mozart "soave sia il vento" da Così fan tutte
Il vento
della vita
si frange lontano
verso l'infinito
incontrando
antichi ricordi
Giorni
che non si dimenticano
pieni di ferite
sanguinanti
Laide grida
riecheggiano
Ma senza più lacrime ............
non si può piangere
Autore: trastevere

Questa poesia è stata scritta da paolacon.eldy, il 15 gennaio 2012 at 23:58, nella categoria: trastevere. Lascia un tuo commento qui



Sole d’inverno

Sole d’inverno

P. Brueghel: I cacciatori nella neve. 1565. Olio su tavola.

 

Tutta questa luce
per quattro piante secche
ed un pò di brina.
Il pulviscolo coriandola
tra le sterpaglie scure
col saltellare isterico
di un pettirosso affamato.
Sole d’inverno che racchiude
speranza di tepori bramati
nell’illusione di gatti
che s’appalottano stanchi.
Lascio nel canto
le mie tristezze vane
e mi immergo nell’oro
dell’improbabile ebrezza
di trionfi di primavera.
Autore: francomuzzioli

Questa poesia è stata scritta da paolacon.eldy, il 13 gennaio 2012 at 17:03, nella categoria: francomuzzioli. Lascia un tuo commento qui



Segreto sogno di una sera

Segreto sogno di una sera.

Con te adesso,
la mano passa tra i capelli,
mentre mi perdo nei tuoi occhi,
due labbra che  si cercano.

Con te adesso,
sentire il profumo della pelle,
il calore  del tuo corpo,
il fuoco di passione che ci vede uniti,
persi tra innumerevoli sospiri.

Io e  te, mia sconosciuta, insieme,
in questa notte, dopo l’amore,
restiamo mano nella mano,
finchè il sole di un nuovo giorno,
svegliandomi, metterà fine
a questo mio sogno.

Autore: antonino8.pa

 

Renoir

Questa poesia è stata scritta da paolacon.eldy, il 8 gennaio 2012 at 16:27, nella categoria: antonino8.pa. Lascia un tuo commento qui



POESIA CATARTICA

 

POESIA CATARTICA
L’altra sera quasi
mi consumasti di baci.
Fu nel riprender fiato
come fa una pescatrice di perle
quando esce dal mare col bottino
che mi chiamasti sospirando Alfredo.
Io sono Riccardo, ma non importa;
per una altra notte  d’amore come quella
mi puoi chiamare anche Geltrude
Autore: Riccardo2.co

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Questa poesia è stata scritta da paolacon.eldy, il at 16:14, nella categoria: riccardo2.co. Lascia un tuo commento qui



NEI MIEI SOGNI

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NEI MIEI SOGNI

IN UNA  NOTTE  SILENZIOSA INSEGUENDO UN SOGNO
TI HO INCONTRATA TENERO AMORE,
VORREI SENTIRTI ACCANTO A ME,
ABBRACCIARTI E ACCAREZZARE
DOLCEMENTE IL TUO CORPO,
BEARMI DEL TUO RESPIRO AFFANNOSO,
CULLARE I TUOI SOGNI DELLA NOTTE
PER ESSERCI ANCH’IO

Autore:  Fernando

Questa poesia è stata scritta da paolacon.eldy, il 6 gennaio 2012 at 18:24, nella categoria: fernando. Lascia un tuo commento qui



Antico mattino

: Antico mattino :
Cu cu ru cucu odo gorgheggiar
al mio risveglio,
che in questo albor, fatto di nulla,
eppur pieno di voglie.

Un cigolio di vecchio porton  mi scuote,
gradito è più del pane,
che quotidiano giace ancor caldo
sopra al tavolo ormai tutto tarlato.

Cu cu ru cucu fa  la tortora
sul ramo del melo,
mentre godo del suo volo,
negli occhi  miei
s’inizia  un alba nuova.

Autore: riccardo2.co

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Il Mattino – Grieg
Edvard Grieg (Bergen, 1843 – Bergen, 1907) il più grande compositore norvegese

Questa poesia è stata scritta da paolacon.eldy, il 18 dicembre 2011 at 10:55, nella categoria: riccardo2.co. Lascia un tuo commento qui



UL Mè CAMINETT

UL Mè CAMINETT
Che bel sentas gio
davanti al fÖg dul caminett
a guardà ul so perpetuo muviment,
la fiamma che la bala,
e ti te restet lì incanta cumè quand
ta serat  piscinin.

Lasa ul temp fÖra da la porta,
te ghet minga d’aveg  presa,
sent cumè al ta quata su i spall,
sent che bel calur che l’manda,
tira un bel suspirun,
e la vita la ta pararà pÜsse bela.

Verd i port dal to cÖr,
lasa che tucch i to paÜr,
vagan dentar al fÖg.

Tegnal sempar pizz
se te vedat che la fimma
le dre a smurzass,
bofig un pu sura,
e metig sù un pu de legna.

IL MIO CAMINETTO

Che bello quando mi siedo
di fronte al fuoco del mio caminetto,
ammirare la fiamma,
con il suo movimento perpetuo,
e rimanere li incantato ,
come quando ero un bambino.

Lascia il tempo fuori dalla porta,
non avere fretta,
senti come il calore della fiamma,
ti copre le spalle,
godi di quel calore, tira un bel sospiro,
e vedrai che la vita ti sembrerà più bella-

Apri la porta del tuo cuore,
lascia che tutte le paure,
finiscano dentro al fuoco.

Tienilo sempre acceso,
se vedi che la fiamma,
si sta spegnendo, soffia sulle braci,
e aggiungi un po’ di legna.

Autore:  Riccardo2.co

Questa poesia è stata scritta da paolacon.eldy, il 14 dicembre 2011 at 09:09, nella categoria: riccardo2.co. Lascia un tuo commento qui



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