Poesie di Eldy

Solo passato

Stufo,
delle parole,
chi dice qua,
chi dice là;
tutte storie,
non c’è la verità,
in mezzo alla gente,
non c’è nulla,
che mi riguarda;
vivo la vita mia,
mia,
alla giornata,
e non ascolto;
chi vuole solo
vedermi male,
correre,
vuole solo,
vedermi in guai;
non mi muovo,
non mi frega;
volto le spalle,
e vado via;
non ci sono,
non mi fermo,
sono solo ombre e voci;
sono solo, passato.

Autore:Stefano Medel

Questa poesia è stata scritta da paolacon.eldy, il 23 maggio 2011 at 03:36, nella categoria: stefano medel. Lascia un tuo commento qui



LA TRILOGIA ED IL COLLANTE

Una volta “Occhi” e “Mani” decisero insieme di fare un connubio per valorizzarsi a vicenda.
Occhi aveva visto un bellissimo gomitolone di lana bianca, ma vederlo soltanto non portava a nulla così chiese a Mani di intervenire.
Mani ne fu felice e fiera di metter in atto il suo operato così iniziò ad intrecciare le maglie ed Occhi dava il suo di operato contando le maglie:
“Cinque dritti,cinque rovesci,cinque dritti, cinque rovesci….”
Filavano che era una meraviglia insieme…ma…qualcosa accadde…
Mani non riusciva più ad intrecciare le maglie..trovava sempre maglie storte e l’intreccio rallentava. Occhi guardava sempre ma i cinque dritti li vedeva al posto dei cinque rovesci …qualcosa non filava più…
Occhi e Mani allora decisero che era arrivato il momento di formare una Trilogia e chiedere l’intervento di Mente.
Mente accettò a dare il suo operato:
“Occhi ti sei chiesto da cosa è causa la svista della conta delle maglie?”
“Mani e tu cosa aspetti a sfilare le maglie e scoprire come rintrecciare?”
Occhi cercò di “pensare”a cosa aveva visto :
“ohhh adesso ricordo! Mentre guardavo i cinque dritti e i cinque rovesci vidi altro gomitolone di lana bianca”
Mani cercò di “pensare” a come aveva intrecciato:
“ohhhhh adesso ricordo! Mentre intrecciavo le maglie per non perdere tempo a sfilarle continuavo ad intrecciare le maglie storte”.
Mente, allora, continuò a rivolgersi ad Occhi:
“Occhì ,perché hai voluto guardare un altro gomitolone di lana bianca?”
Occhi pensando rispose:
“Bè sai…immaginavo che fosse diverso un altro gomitolone di lana bianca , e per questa immaginazione non guardai più i cinque dritti e i cinque rovesci e pasticciai”
Allora Mente disse ad Occhi:
“Bene Occhi è già qualcosa che hai pensato e ricordato la causa”
Poi Mente si rivolse ancora a Mani:
“Mani, perché non volevi perdere tempo a sfilare le maglie?”
Mani rispose:
“Bè…sai…avevo paura che sfilandole potessero anche scapparmi e formare dei buchi e poi…il tempo…oh il tempo…lo volevo sempre uguale, ma mi sfuggiva.”
Allora Mente disse a Mani:
“Bene Mani è già qualcosa che hai pensato e ricordato la tua paura”

A questo punto Mente inondò di “riflessione”Occhi e Mani.

“In effetti, disse Occhi, avevo già tutto il necessario di lana bianca, non avevo bisogno di altra, era proprio uguale, solo che non le davo la giusta attenzione e caddi nell’errore di credere che altro gomitolone di lana bianca potesse servire, potesse esser di riserva, potesse esser sostituito,ma …sbagliai perché avevo già  ciò che mi occorreva, che mi serviva, che non sarebbe stata una riserva ma sempre un operato presente, che una sostituzione comportava “spezzare” quel continuo filo del MIO gomitolone di lana bianca”

“In effetti, disse Mani, il tempo scorre da se, e se avevo creduto di fare dei buchi  potevo anche credere di riuscire a non farne e il tempo che credevo sfuggire sarebbe servito a riprendere le maglie scappate.”

Allora Mente passò alla fase successiva ,inondando di”soluzione”Occhi e Mani.

Occhi, rivolse il suo sguardo al Suo gomitolone di lana bianca, lo osservò come la Prima volta, lo attenzionò come aveva iniziato dal Principio, lo coccolò e lo carezzò con la stessa dolcezza che il Gomitolone di lana bianca aveva conosciuto da Occhi.
Mani, sfilò le maglie le riprendeva ad una ad una correggeva la maglia storta e poi..il buco…e poi quella scappata…e  il tempo scorreva da se…

“Cinque dritti, cinque rovesci, cinque dritti cinque rovesci…il filo scorreva dal Gomitolone di lana bianca, Mani intrecciava scrupolosa, Mente era presente, sempre presente…
La trilogia filava a meraviglia ma occorreva un qualcosa che mantecasse che fosse da collante che rendesse omogeneità:
“Sono qui, eccomi…Puff..Poff..Puff..Poff…mi sentite? Puff ..Poff…Puff…Poff…
Ed eccolo che trionfando, scalpitando, ritmando fece il suo regale ingresso il “CUORE”
Autore:Costanza Castrovinci Lajla

(lajla 22dicembre 2007 dedicata a coloro che sono affetti dalla volubilità)

Questa poesia è stata scritta da admin, il at 03:29, nella categoria: costanza castrovinci lajla. Lascia un tuo commento qui



noi altri soli

 

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E ti cerco,
ohh,
nell’universo,
ohh,
e grido forte,
per te;
anche se sei lontana,
anche se non mi senti;
è maggio ormai,
e la brina
è lontana,
l’inverno
è andato,
portato
via
dal vento;
e noi,
due canne sferzate,
dal maestrale,
due vite sospese,
due anime perse;
io e te,
da soli,
in questo mondo scuro,
futuro incerto,
chi lo sa,
e restiamo
solo noi,
e non ti perdo,
e ti penso,
anche se è passato
tanto tempo,
anche
se la gioventù
è alle spalle,
noi due,
vite
in mezzo a questo niente,
a questo
casino;
mondo indifferente,
non capisce niente,
mondo da dimenticare;
solo noi due,
io e te.

autore.stefano medel

Questa poesia è stata scritta da paolacon.eldy, il 22 maggio 2011 at 04:09, nella categoria: stefano medel. Lascia un tuo commento qui



QUELLO CHE I BAMBINI SOGNANO

 sogni1

I bambini sognano
Strade di mille colori
E tanti prati pieni di fiori
Farfalle che volano nel cielo azzurro.
Con una goccia di armonia
Si può ricavare tanta allegria
I bambini sognano
Correre spensierati nei parchi
Soprattutto quelli dorati!
Con amore e felicità
Creerai una  grande civiltà.
I bambini non vogliono più guerre
Né violenza né odio. Sono stufi !!
Vogliono più amore, solidarietà
Vogliono tendere le mani
In un unico abbraccio
A tutti i bambini del mondo

Autore: Giulia  V.  4^ elementare

Siamo felicissimi di ospitare questa bellissima poesia, scritta da Giulia, una ” signorinella”di 4° elementare 

Questa poesia è stata scritta da admin, il at 02:59, nella categoria: altri autori. Lascia un tuo commento qui



Emily Dickinson

images2Emily Dickinson
Poetessa statunitense, fu definita la “Zitella del New England per la sua vita ritirata e priva di avvenimenti di rilievo. Era nata da una famiglia ben in vista per aver sostenuto le istituzioni scolastiche del territorio.
Emily frequentò il college femminile di Mount-Holyoke ma non portò a termine gli studi perché non avendo amicizie preferiva starsene chiusa nella sua camera da sola.
Il rapporto con i suoi genitori non fu idilliaco,infatti condannava suo padre perché non le aveva dedicato il tempo di cui aveva bisogno ,a sua volta suo padre , per farsi perdonare , le comprava molti libri ma le imponeva di non leggerli perché potevano confonderle le idee .
Questo fu anche un motivo per cui Emily visse la maggior parte della sua vita nella casa dove era nata senza uscire e senza comunicare con alcuno .
Il suo unico amore fu la natura,ma aveva enorme paura della morte.
Vestiva sempre di bianco come simbolo di purezza e si innamorò di un pastore protestante, ma fu solo un amore platonico. Austera e allo stesso tempo sensuale,sapiente nel coniugare le letture di cui si era nutrita riuscì a trasmettere attraverso la sua poesia tutte le emozioni e la tenerezza che provava al cospetto della natura .Leggere fu la sua grande passione, il peccato che suo padre temeva commettesse e che lei poi commise fino alla fine della sua vita.
Mi son nascosta nel mio fiore,
così che, quando appassirà dentro il tuo vaso,
per me tu senta, senza sospettarlo,
quasi una solitudine.
Cominciò a dedicarsi alla poesia,una poesia che trascrive l’esperienza di una donna che seppe abbracciare la condizione della solitudine e farne uno strumento provocatorio di conoscenza e di avvicinamento all’uomo ,una donna che visse nel silenzio e in quel silenzio riuscì a creare la sua poesia
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La “Speranza” è quella cosa piumata –
che si viene a posare sull’anima –
Canta melodie senza parole –
e non smette – mai –
E la senti – dolcissima –
nel vento –
E dura deve essere la tempesta –
capace di intimidire il piccolo uccello
che ha dato calore a tanti –
Io l’ho sentito nel paese più gelido –
e sui mari più alieni –
Eppure mai, nemmeno allo stremo,
ha chiesto una briciola – di me
———————————–
A 25 anni Emily cominciò ad avvertire disturbi nervosi e fastidi agli occhi,per cui si chiuse nella sua camera senza uscirne più perché era sicura che per scrivere era necessaria la fantasia e che la solitudine e il rapporto con se stessa potessero portarla alla felicità.
Nel 1870 si ritira definitivamente dalla realtà per vivere fino in fondo la propria solitudine e la propria poesia.
Morì ad Amberst nel 1886.
————————–
Ho sempre amato
e te ne do la prova:
prima di amare ,
io non ho mai vissuto pienamente.
Sempre amerò,
e questo è il mio argomento:
l’amore è vita
e la vita ha qualcosa di immortale.
Se dubiti di questo,
allora io, amore
nient’altro ho da mostrare,
nient’altro che il Calvario.
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C’è un altro cielo,
sempre sereno e bello,
e c’è un’altra luce del sole,
sebbene sia buio là –
non badare alle foreste disseccate, Austin,
non badare ai campi silenziosi –
qui è la piccola foresta
la cui foglia è sempre verde –
qui è un giardino più luminoso –
dove il gelo non è mai stato,
tra i suoi fiori mai appassiti
odo la luminosa ape ronzare,
ti prego, Fratello mio,
vieni nel mio giardino!
————————————–
Cuore! Lo dimenticheremo!
Tu ed io – questa notte!
Tu potrai dimenticare il calore che dava –
Io dimenticherò la luce!
Quando hai finito, ti prego di dirmelo –
Così che io possa subito incominciare!
Presto! perché mentre tu indugi
Io potrei ricordarlo!
——————————–
La Bellezza – non si crea – È –
La insegui, e si dilegua –
Non la insegui, e si insedia –
Cogli al volo le Pieghe
Nel Prato – quando il Vento
Vi fa correre le sue dita –
La Divinità vedrà
Di non fartelo mai fare –
La poesia della Dickinson,fu sottoposta a correzioni e censure,in quanto i contemporanei,non avendola capita, la vissero come il prodotto di una immaginazione confusa ,ristretta e persa nella lettura della Bibbia e nella ricerca dell’amore. Nella sua poesia adottò una tecnica che tendesse ad una immagine scaturita dalla vita quotidiana e allo stesso tempo evidenziare il concetto di una connotazione emotiva fino a raggiungere una unione di pensiero e di senso. In vita la Dickinson pubblicò solo poche poesie anonime,ma nel secondo decennio del ‘900 ebbe inizio quella rivalutazione che avrebbe indotto i critici a considerarla la più significativa e sensibile poetessa dell’ ‘800 americano.
There is not room for Death
Nor atom that his might could render void
Since thou art Being and Breath
And what thou art may never be destroyed 4
Non c’è spazio per la Morte
Né atomo che la sua forza possa rendere vano
Perché tu sei Esistenza e Respiro
E ciò che sei non potrà mai essere distrutto
Emily Brontë, 2 gennaio 1846
“A Me?” Io non ti conosco –
—————————–
Dove sta la tua Casa ?
“Io sono Gesù – Un tempo di Giudea –
Ora –
del Paradiso” –
Carri – hai tu – per portarmi?
Qui è lontano da lì –
“Le Mie Braccia –
Cocchio sufficiente –
Confida nell’Onnipotenza” –
Sono macchiata –
“Io sono il perdono” –
Sono piccola –
“Il più Umile
E reputato Primo in Cielo –
Vieni nella mia Casa”
Elaborazione fatta da :Porzia

Questa poesia è stata scritta da admin, il 21 maggio 2011 at 03:39, nella categoria: porzia.mi. Lascia un tuo commento qui



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