Poesie di Eldy

Un sogno virtuale divenuto realtà

10 
In tanti momenti di cupa solitudine ci siamo ritrovati come due naufraghi alla deriva, come due esseri privi di forza e con un maledetto bisogno di essere capiti, di essere compresi per non soccombere nel vuoto che ci avvolgeva, tra quel nulla che ci circondava.
Due naufraghi partoriti in spiagge così lontane, tra scenari di paesaggi così diversi, dove si sono nutriti di sole parole per tanto tempo. Per troppo tempo questo unico ed esile filo ci ha uniti, ci ha stretti in una morsa dalla quale non abbiamo saputo trovare la forza di svincolarci. Era così bello essere in balia di queste parole, ora forti, ora lente , che sapevano entrare con grazia e con dolcezza in noi, trasportandoci in universi immaginari, dove il tutto era niente, il troppo diventava poco, ma carichi di essenza vitale che allontanava la sensazione di solitudine che ci assaliva. Furono solo semplici parole, ma di una risonanza tale da essere capace di fare germogliare vigoroso quel fiore di speranza e d’entusiasmo che, tante volte, ci ha visto perdenti di fronte ai grandi spettri della solitudine.
La lontananza, però, incominciava a mietere le sue vittime.
Le sole parole incominciarono ad essere strette in quell’orizzonte della mente che, piano piano,  compariva davanti ai nostri occhi.
La necessità, il bisogno di qualche contatto fisico, qualche lieve e soffice sensazione, tramite un piccolo sfioramento di una semplice e morbida carezza, che, oltre a riempire il cuore, sapesse trasmettere calore, protezione, amore, incominciava a prendere forma.
Il bisogno morboso di sentirsi vicini, di guardarsi negli occhi, d’avvertire il respiro addosso per sentirsi vivi, reali, di sapere di esserci, di esistere nel cuore, nell’anima, come esseri che si vogliono appartenere, che si vogliono amare, si faceva  prepotentemente avanti…
trasferendo il nostro pensiero, con una nota d’invidia e di gelosia, tra quella gente che tutti i giorni si accarezza, tutti i giorni si guarda negli occhi, a cui si dice senza timore: “Ti Amo”.
Più questo pensiero viaggiava tra queste persone e più aumentava il desiderio di essere come loro, di percepire, di sentire e di poter dire “Ti Amo”, di sentire sfiorare con quella mano delicata la nostra pelle, sentire dentro di noi quei brividi, quelle bellissime sensazioni, che portavano lontano dalle delusioni del momento.
Sono quelle le goccioline d’acqua che, in quei precisi momenti, dissetano e appagano dei tanti stenti, del tanto dolore di quel fuoco della solitudine che  ci ha divorato per tanto tempo.
Allora incominciamo a sentirci in estasi,  tra quei suoni melodioso che si propagavano nell’aria che ci circondava. Sentendo, il respiro, il battito del cuore, il tumulto dell’anima dentro di noi .
Era troppo intenso il desiderio di voler chiudere gli occhi, per un solo istante,  e pensare, attimo per attimo, momento per momento, a  quei movimenti di mani ,quando sfiorono delicatamente la pelle, quando affondano le sue calde dita nel morbido corpo, percependo i battiti di un cuore innamorato, che felice continuava  a volare, come vola quel piccolo uccello in quell’immenso cielo, facendo  capire quanto è contento per ciò che sta vivendo.
Sai, finalmente, di essere il vero oggetto dei suoi desideri. Sali al centro dell’universo, dove tutto ruota intorno alle tue mani come un bimbo quando gioca con suoi balocchi, in quel mondo tutto suo, tra quell’aria carica di semplicità e di purezza come i suoi occhi sanno sprigionare.
In quel gioco senza fine ci si ritrova sempre più vicini a quell’abbraccio, a quell’unico destino,
incominciando a scrivere, giorno dopo giorno, la nuova pagina di storia vita, la verità di un sogno virtuale  divenuto realtà ……………………………………………………
autore:Domè

Contributo di admin, 1 giugno 2010 05:29.

Altre poesie

8 Commenti