IL RATTO DI PROSERPINA – Gian Lorenzo Bernini – 1621 – Roma, Gall.Borghese
Arrabbiata,testardamente orgogliosa
Amaramente stanca.
Caparbietà e tenacia
Mi hanno reso sola
Schiva,delusa della vita.
Neanche nel seno materno
Ho trovato amore.
Qualcuno qualcosa
Sempre mi precedeva.
Ai compromessi non ho mai ceduto
Gli amori sbagliati
Li ho superati.
Dolore e solitudine
Mi hanno rafforzato
Ora come roccia di granito
Su un cuscino di rose e di speranza
Mi poso.
carla1.ro
Contributo di , 6 febbraio 2012 08:54.

Un bell’esame di coscienza, una riflessione sul proprio carattere duro,inflessibile, sui propri errori ,certamente dettati da infelicità, da rancori e risentimenti.! La poetessa si considerava una roccia, ma , negli ultimi tre versi, comprende che i dolori l’hanno resa più morbida e che si può posare su ” un cuscino di rose e di speranza”. Poesia che indica una profonda introspezione. Il concetto non è nuovo, ma esposto bene.
Bravca ,Carla ,
Bellissimi versi,Carla,struggente il desiderio d’amore,e, quella corazza creata per nascondere tutta la fragilità del cuore.