Un bellissimo gioco iniziato per sbaglio una mattina,
continuando a ripetersi nel tempo,
sempre con la stessa soddisfazione
che questa amicizia lasciava nel nostro cuore.
Come posso dimenticare quelle parole
che mi hanno fatto toccare il sole,
che mi hanno trascinato lassù’ tra i cieli infiniti,
in mezzo a quelle stelle che brillavano di te.
Ancora oggi, quando ti penso, gli occhi mi brillano,
quando ti vedo comparire, il fiato mi viene a mancare.
Balzi di gioia riesco a fare,
solo al pensiero che un giorno ti potrei incontrare,
Sarà sicuramente bello
poterti dire tante cose guardandoti negli occhi,
altre sensazioni, sicuramente,
si proveranno standoti accanto,
tenendoti le esile mani,
per trasmettere lo stesso calore
di un’amicizia grande, sincera e senza pudore.
Sei la mia stella d’immensa grandezza,
eri la grande falsa di Popi e Popina che,
purtroppo, non si ripeterà più la mattina.
Autore:domè & tony
Questa poesia è stata scritta da , il 19 ottobre 2009 at 16:36, nella categoria: tony2007.pi. Lascia un tuo commento qui

Sei come un’ape regina, rimasta piccolina.
Il tuo sguardo si posa su chi ti è accanto e,
vedendoli muovere, di fiore in fiore,
il tuo cuore si carica di invidia e di rancore.
Ti accorgi di essere diversa,
di non poter fare ciò che per gli altri è cosa naturale.
Canti, balli e svolazzi le ali, per farti notare,
ma metti paura per la troppa rabbia,invidia e cattiveria
che covi da tempo, tirando fuori il pungiglione per far del male.
Le persone che ti stanno vicine,
per il timore di essere punte girano al largo,
per non incrociarti,
lasciandoti su quello stelo a smaltire la tua rabbia.
Potevi volare di fiore in fiore,
come le api regine degne di questo nome,
ma il destino, accanendosi, ti ha tarpato le ali,
per non farti volare.
Sei un’ape regina, mezza realizzata.
Rifletti un istante, quanto ancora potresti essere grande,
renditi conto, quante cose potresti realizzare,
solo se dimostrassi un pò d’amore e, di dolcezza,
anche se, purtroppo, dalla fortuna non sei stata baciata,
cerca di sostituire l’odio e il rancore con questi sentimenti,
che ti faranno onore, ti daranno gioia,
amicizia e grandi soddisfazioni.
autore:domè
Questa poesia è stata scritta da , il at 04:25, nella categoria: altri autori. Lascia un tuo commento qui

un raggio di luna,
un muto silenzio
tronchetti che bruciano arrossendo
sussurranti schiocchi
e lei dorme
e poi sonnecchia
ora sorride
ecco… ride quasi
ora accenna un sorriso
Oh Dio
le labbra…le socchiude
le chiude
e le riapre subito
un soffio
no…un sospiro
che fa…ma no…tende le labbra…
e’ come se volesse dare un bacio
ma no…lo attende
dischiude le labbra
e bisbiglia:
il mio nome
Le deposi un bacio sul collo
All’alba spuntò il sole di ottobre
Lei disse:
Ti ho sognato stanotte
Volevo un bacio sul collo
E tu stupido
Mi hai baciato qui sulla bocca
autore.ducky
Questa poesia è stata scritta da , il 18 ottobre 2009 at 20:12, nella categoria: ducky. Lascia un tuo commento qui

Perché mi guardi in questo modo?
Non ho fatto niente! Non fare così ti prego!
Io sono come te!
Non è il colore della pelle che ci fa diversi,
noi siamo fratelli.
Sono nato in luoghi diversi, ma nella stessa maniera.
Forse sono stato più sfortunato,
ma sono come te, ho un cuore, un’anima e dei sentimenti,
allora perché mi rifiuti e non vuoi tendermi una mano?
Sappi che se fossi stato bene dove stavo,
non sarei venuto in un paese così lontano,
sarei rimasto dove sono nato.
Meno male che non tutti gli italiani
guardano agli immigrati con tanta diffidenza,
come è avvenuto verso i meridionali, nel lontano passato.
Povera gente!
Si era trovata in condizioni difficili, come me.
La storia si ripete, oggi come ieri,
e mi dispiace che dopo tanto tempo non ci sia ancora pace.
Questi atteggiamenti non mi sono piaciuti,
in questo meraviglioso paese ,
Non volevo venire, avevo paura, non immagini quanta!
Non mi conosci, perché fai di tutta l’erba un fascio?
Io non sono come quelli a cui tu pensi,
allora avvicinati, non darmi uno schiaffo.
Com’è bella la tua famiglia, vorrei averla pure io.
Poter dare ai miei figli quello che tu dai ai tuoi,
chiedo troppo mio signore?
Sono anche io figlio tuo?
Allora perché questa discriminazione?
Noi non siamo figli minori, siamo come tutti voi,
allora perché questo odio?
Sono venuto in questo paese per lavorare,
non per fare del male, apri le tue porte,
non aver paura , non mi bollare come un ladro,
o come un persona di strada,
io vorrei, se possibile,
non una capanna ma una vera casa,
per vivere dignitosamente come tutta la gente civile che si rispetti.
Autore: domè
Questa poesia è stata scritta da , il at 05:53, nella categoria: altri autori. Lascia un tuo commento qui

Punto di partenza
il traguardo!
Nella vita,
non è certo un arrivo,
ma un lungo andare,
verso traguardi
che una volta raggiunti,
diventano mete,
da li partire,
per nuove avventure.
Traguardi quanti traguardi,
visti con occhi consapevoli,
degli anni trascorsi,
ma, con l’entusiasmo dei bambini,
sognatori ,
raccontando di mondi fantastici,
dove trovare nuove avventure da vivere
autore:robbi
Questa poesia è stata scritta da , il at 04:15, nella categoria: robertadegliangeli. Lascia un tuo commento qui