Poesie di Eldy

mughetto

mughettodue versi
vorrei  dedicarti due versi
mi sforzo
frasi  contorte, false,
come rami di  pruno,
non è quello  che sento per te ,
per te vorrei la purezza,
un piccolo fiore solo per te
ecco………………. un mughetto
quello che sento  per te
è racchiuso  nel mughetto.

Questa poesia è stata scritta da admin, il 3 dicembre 2009 at 19:15, nella categoria: alfred. Lascia un tuo commento qui



DOMANI SE NON SORGE IL SOLE è ANCORA OGGI

Il freddo, il buio di quel vicolo dove mi nascondevo come un animale braccato, è ancora vivo nei miei ricordi.
Ero di copertura ai miei compagni che si erano spinti in avanti, scomparendo in un nido di vicoli e viuzze, avevo posizionato il tubo dei fumogeni, ed ero teso come una corda di violino, il mitra colpo in canna mi tremava fra le mani, la pioggia che cadeva insistente si mischiava col sudore della paura , ero attento ad ogni piccolo rumore, ma non sentii, all’improvviso dal buio la faccia di quel ragazzo, la divisa diversa dalla mia, mi sbuco davanti, il mitra gli tremava nelle mani. Dio aveva più paura di me, una raffica spezzò il rumore della pioggia proprio quando lo buttai a terra disarmandolo, sembrava che pesasse mezzo chilo, ricordo che dal terrore non riuscivo a respirare, mentre lui disteso a terra parlava in un’altra lingua, ma capii che mi stava supplicando, mi pregava di non fargli del male, altre raffiche si sentirono alla mia sinistra ad ore nove, risposi al fuoco ingaggiando la battaglia, il ragazzo a terra a qualche metro da me, incominciò ad urlare si dimenava rotolandosi tenendosi  con le mani una coscia, lo guardai con terrore e rabbia, avrei voluto fermare il tempo ritornare bambino, ma non potevo, ho sentito la vita colare giù dai miei occhi, colava la rabbia, colava il rancore, colava l’amore che non ho saputo mai dare, continuai a sparare, poi silenzio, la pioggia riprese a battere, strisciai verso il ragazzo che non si muoveva più, era svenuto, diedi una rapida occhiata alla ferita, era seria il sangue veniva fuori a fiotti, un proiettile forse di rimbalzo, gli aveva reciso un’arteria, mi tolsi la sciarpa dalla gola e la legai stretta a monte della ferita, intanto il rumore infernale degli elicotteri che si avvicinavano mi spaccava le orecchie,entrava nel cervello sbattendo fra le pareti della mente, vidi la mia squadra rientrare di corsa scortando dei civili donne e bambini, li lasciai sfilare verso gli elicotteri e accesi i fumogeni, il mio sguardo si incrocio per un attimo con quello del ragazzo che, intanto, aveva ripreso i sensi e si lamentava. Arriveranno i tuoi a prenderti! te la caverai! gli dissi, forse mi capi, mi tese la mano, la strinsi forte e scappai via.
Il sole era pallido malato in quel nuovo giorno che stava nascendo, un filo di vento mi accarezzava il viso e i capelli sotto l’elmetto mentre le pale dell’elicottero giravano vorticosamente verso casa. Stavo male dentro, pensavo a quel soldato, come sarebbe andata se avesse avuto il tempo di reagire, mi avrebbe ucciso o io lo avrei ucciso.
Dio cos’ero diventato, eravamo addestrati a tutto ma non ci avevano insegnato a combattere quello che poi si prova dentro.
Autore:francesco7.pv

Questa poesia è stata scritta da admin, il at 11:39, nella categoria: francesco7. pv:. Lascia un tuo commento qui



Ricordi Belli e Brutti

Sarebbe proprio bello poter fermare il tempo,
ma, ahimè, ciò non e’ possibile, allora,
si ringrazia con tutto il cuore,
di averlo vissuto intensamente, di essere
ancora qui’ a raccontare e, ricordi belli e brutti
alla luce riportare.
Si vive nella gioia dei ricordi,
nella speranza di un futuro migliore.
pronti ad abbracciare, con coraggio e serenità,
tutto ciò

06-10-07_1202 

che, esso  possa ancora dare,
per farlo diventare, un bellissimo ricordo
da non dimenticare. 
Ricordi quel periodo, quell’episodio così bello,
come se l’ho stessi ancora vivendo.
Ti sembrerà strano, come quell’immagine,
dapprima offuscata, piano piano prende forma,
da sembrare di toccare il cielo con le mani,
è, il bello del ricordo che ti viene alla mente,
facendoti rivivere ciò che hai vissuto intensamente. 
Di tutto ti possono spogliare, meno che dei tuoi ricordi,
che sono e, saranno sempre vivi dentro di te,
questa e’ la tua vita che, non sarà mai finita ,  
La valigia colma dei ricordi ti ha aiutato a crescere,
dalla quale hai attinto, alla quale ti sei richiamato.
Questi ricordi passati, ti hanno dato le basi, 
arricchendoti d’esperienza, la tua esistenza.
Autore: Domè

Questa poesia è stata scritta da admin, il at 06:07, nella categoria: altri autori. Lascia un tuo commento qui



ASCOLTARE LA SOLITUDINE Poesia scritta da robertadegliangeli

in-silenzio-ascolta-lamusica
Essere in compagnia,
sentirsi soli,
sentire senza ascoltare,
brusii, parole, parole
seguire i propri pensieri,
solitudine ascoltata,
percepita nel cuore,
nella mente offuscata,
dal voler ascoltare ,senza sentire.
Salutare, non sentirsi più soli,
ascoltare il silenzio,
percepire solo musica,
dolce e infinita.
autore:robbi

Questa poesia è stata scritta da admin, il at 05:59, nella categoria: robertadegliangeli. Lascia un tuo commento qui



ERO ALLA STAZIONE

La divisa impeccabile, poche cose nella valigia, nel cuore l’emozione di chi torna  a casa,
anche se solo per una settimana, una settimana da trascorrere con te e gli amici,
compagni di sempre.
Ero li sulla banchina aspettavo il diretto delle 18,30.
Come mi avresti trovato dopo quattro mesi, coi miei capelli corti, cosa mi avresti detto,
nell’attesa di quel momento avevo immaginato parole e gesti,
non vedevo l’ora di rivedere quei tuoi occhi color castano,
di accarezzarti il volto, baciarti e stringerti a me.
Saresti venuta a prendermi, al mio arrivo e, per la prima volta avrei conosciuto tua madre,
volevo far colpo su di lei, mi ero permesso di portare un regalino.
Pensavo a questo, li, sulla banchina, quando, quelli della Polfer mi arrivarono da dietro.
Signore potrebbe seguirci in ufficio, per comunicazioni.
Li segui senza profferire parola, l’ufficiale di servizio mi tese la mano, si accomodi!
mi dispiace tanto! abbiamo ricevuto dieci minuti fa, questa comunicazione, legga lei stesso.
Per gravi motivazioni, codesto ufficio, è tenuto a rintracciare e comunicare a tutti i militari,
ufficiali e non, presenti in stazione, di fare rientro, con effetto immediato ai loro rispettivi comandi. Tale ordine è da ritenersi operativo dal momento del ricevimento della presente.
Cosa è successo chiesi, per emanare quest’ordine, qualcosa di grosso?
L’ufficiale mi guardò in viso. c’è stato un’attentato alla stazione di Bologna!
ci sono molte vittime!
Senta, la sua licenza a questo punto è revocata, mi dispiace molto, deve rientrare al suo comando di appartenenza.
Annuii con un cenno della testa, mi alzai, farò rientro immediatamente!
Signore dovrebbe consegnarmi il suo foglio di licenza,  provvederemo noi a spedirlo al suo comando.
Presi il foglio lo guardai un attimo e lo consegnai, erano i miei sette giorni da trascorrere con te
che si erano volatizzati in un attimo.
Quando ti avrei rivisto, quanta attesa ancora.
Al telefono scoppiasti a piangere, tu, che maledetto lavoro hai scelto!
Quella frase mi gelò il sangue nelle vene, rimasi senza parole, semplicemente riattaccai la cornetta e di te non seppi più nulla
autore: francesco7.pv:

Questa poesia è stata scritta da admin, il 2 dicembre 2009 at 11:20, nella categoria: francesco7. pv:. Lascia un tuo commento qui



« Poesie Precedenti
» Poesie Successive